Sanremo 2020, Festival dei super ospiti: Benigni si aggiunge a Fiorello, Jovanotti e Ferro

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 16 Dicembre 2019 15:39 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2019 15:40
Sanremo 2020, sarà il Festival dei super ospiti: Roberto Benigni si aggiunge a Fiorello, Jovanotti e TIziano Ferro

Sanremo: la famosa gag di Roberto Benigni con Pippo Baudo al Festival (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Quello di Sanremo 2020 potrebbe tornare a essere un super Festival. Se già Fiorello, Tiziano Ferro e Jovanotti erano da considerarsi super ospiti (perlomeno per il pubblico italiano), il nome di Roberto Benigni è la classica ciliegina sulla torta. Il neo direttore artistico Amadeus starà gongolando per l’annuncio fatto dall’attore toscano a Che tempo che fa: “Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario”.

E già la settimana scorsa le indiscrezioni su Tiziano Ferro erano state praticamente confermate dal cantante di Latina che, ospite di Fiorello a Viva RaiPlay, si era lasciato sfuggire un “Ci vediamo dal santo”. Ora, considerato che la presenza di Fiorello al Teatro Ariston è cosa arcinota (anche per via del suo strettissimo legame con Amadeus), non bisognava essere nemmeno tanto maliziosi per interpretare quelle parole in senso sanremese.

Tutte le volte di Benigni al Festival di Sanremo.

Nel 2011, ospite di Gianni Morandi, entra sul palco in sella a un cavallo bianco e fa una lezione di storia patria dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia. Fa volare il festival oltre i 15,3 milioni di spettatori in prima serata. Plauso del presidente Napolitano.

Nel 2009 il suo show di mezz’ora, tutto incentrato sulla politica, supera i 15 milioni di spettatori e il 55% di share. Spazio a Veltroni, a Berlusconi, ma anche agli omosessuali che “non sono fuori dal piano di Dio”. Il conduttore, Paolo Bonolis. 

Sfiora i 20 milioni di spettatori il suo intervento nel 2002, uno dei più memorabili della storia del festival: presenta una sua versione in chiave politica del Giudizio Universale e si lancia in battute sugli organi riproduttivi di Pippo Baudo. (Fonte Ansa).