Il Festival del vaffa, seconda puntata. Celentano lascia o raddoppia?

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 17:17 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 17:22

Morandi, Canalis, Papaleo, Belen (foto LaPresse)

SANREMO – Festival del “vaffa”, seconda puntata. La prima puntata del Festival di Sanremo è andata in archivio: verrà ricordata, semmai i posteri ne avessero proprio bisogno, per le parolacce. Oltre allo sproloquio di Adriano Celentano contro Avvenire e Famiglia Cristiana. Parole da cui la Rai si è ufficialmente dissociata.

Le parolacce hanno caratterizzato tuta la prima puntate: ce ne sono state di volontarie (quelle di Luca e Paolo) e di involontarie (quella di Morandi captata “per sbaglio” dalle telecamere dell’Ariston). E hanno suscitato lamentele (tra i vertici Rai) e critiche (specie su internet). Come si regoleranno Morandi e soci nella seconda serata, sotto l’occhio vigile del “commissario” Mauro Mazza?

Il Festival dell’ingiuria è cominciato nel pomeriggio, quando Francesco Renga si era lamentato ai microfoni di Radio 24: il concetto da esprimere era “troppo spazio a Celentano, rispetto ai cantanti”. Concetto espresso così da Renga: “Direi che non contiamo una beata fava”.

Luca e Paolo hanno infilato un “per la satira son cazzi” all’interno della loro parodia dei Pooh. Anche Rocco Papaleo e Pupo si sono lasciati andare a qualche “espressione colorita”, anche se i loro interventi erano ampiamente previsti e corredati di copione.

Anche Gianni Morandi si è lasciato sfuggire una parola non proprio oxfordiana, ma è stato spontaneo: quando le finte bombe hanno iniziato a cadere sull’Ariston. Era l’introduzione al discorso di Celentano. Per Celentano invece solo un “deficiente” detto all’indirizzo di Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera.

Ma se tenere a freno le parolacce non dovrebbe essere un problema, desta più curiosità quello che farà Celentano nella seconda puntata: si scuserà con la Chiesa? Continuerà la polemica con i giornali “ecclesiastici”? Sarà un Celentano in tono minore?

Fatto sta che il suo intervento (che può essere sintetizzato con “i giornali cattolici si occupano molto di politica e poco di religione”) ha sconquassato la Rai: la Chiesa pretende le scuse del cantante, il dg della Rai Lorenza Lei ha deciso di “commissariare” il Festival, mandando il direttore di Rai Due, Mauro Mazza.