Sanremo, Justin Mattera: “Anche l’occhio vuole la sua parte…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Gennaio 2020 15:12 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2020 15:12
Justin Mattera, Instagram

Justin Mattera (foto Instagram)

ROMA – Intervistata da Radio Cusano, Justin Mattera ha parlato di Sanremo e delle polemiche di queste giorni:

 “Anche l’occhio vuole la sua parte a Sanremo, a me piace la presenza della donna bellissima, che sia Antonella Clerici o Diletta Leotta. Se una ha fatto delle foto di nudo che problema c’è? Non l’ho trovata mai una cosa brutta, la bellezza non va nascosta. La cosa brutta è che c’è ancora discriminazione per noi donne. Limite tra corteggiamento e molestia? Il corteggiamento si ferma al tuo no, quando ti dicono: se non fai questo non lavori, diventa una violenza e quello non va mai bene”.

Justine è madrina della maratona di San Valentino che si svolgerà a Terni. “Volevo ringraziare gli organizzatori di questo evento, che è l’evento giusto per far partire la stagione agonistica. Questa sarà la mia prima gara della stagione. Il massimo che riesco a correre è la mezza maratona”.

Riguardo la sua carriera. “Ho sempre avuto la fortuna di fare cose che mi appassionavano e mi facevano felice –ha affermato Justine-. Anche nelle sfide più difficili io sono sempre sorridente, prendo le cose così, vivi meglio in questo modo. Ho sempre fatto quello che mi piaceva fare, sarebbe difficile dire se mi sono divertita più a correre la maratona o a girare un film. Ho sempre fatto quello che volevo. Ovviamente da quando sono madre ho dovuto dire di no a molti progetti. Mio marito lavora tanto, io faccio il resto”.

Sull’Italia di oggi. “E’ cambiato molto da quando sono arrivata, negli anni ’90. Ai tempi studiavo a Firenze, c’era una società molto omogenea, soltanto a vedere una bionda si giravano tutti, adesso non è più così. Ora vivo a Milano e diventa sempre più bella, è una città internazionale che va veloce. Quando sono venuta in Italia ho detto: ho trovato la mia casa. Perché ho lasciato New York? Ogni volta che vado mi dà tantissima energia, è una città vitale, che ti fa pensare che potresti fare qualsiasi cosa. Sentivo però che il mio destino era in Italia, sono laureata in letteratura italiana. Menomale che non c’era Trump quando sono nata, magari non avrebbe fatto venire i miei genitori in America”.

Fonte: Radio Cusano.