Sanremo 2019, Salvini dopo il post della Isoardi: “Chi mi conosce potrebbe restare in silenzio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 febbraio 2019 14:34 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019 14:34
Sanremo 2019, Salvini dopo il post della Isoardi: "Chi mi conosce potrebbe restare in silenzio"

Sanremo 2019, Salvini dopo il post della Isoardi: “Chi mi conosce potrebbe restare in silenzio”

ROMA – “Chi mi conosce potrebbe osservare un rispettoso silenzio”. Così Matteo Salvini replica al post di Elisa Isoardi sulla vittoria di Mahmood a Sanremo. E lo fa in una intervista rilasciata a Michela Tamburrino per il quotidiano la Stampa.

Il duello a distanza tra i due ex era cominciato con i commenti a caldo sulla finale del Festival. Mahmood, 26 anni di padre egiziano e mamma italiana, nato e cresciuto a Gratosoglio, periferia di Milano, si è imposto nello spareggio finale con il brano “Soldi”, davanti a Ultimo con “I miei particolari”, nettamente favorito, e a Il Volo con “Musica che resta”. “Mah, io avrei scelto Ultimo”, aveva detto il vicepremier. Mentre la conduttrice era entusiasta: “E’ la dimostrazione che l’incontro di culture differenti genera bellezza”, ha scritto su Instagram, attirando su di sé facili ironie

A molti il commento della Isoardi è parso come un estremo tentativo di provocare il suo ex fidanzato, col quale era apparsa sorridente sul red carpet nella passata edizione. Incalzato dalle domande di Michela Tamburrino, Salvini non replica direttamente alla Isoardi ma chiede “silenzio”. “Non commento. Ho 46 anni e non commento. Che questo ragazzo, per il quale mi sono sentito in torto tanto da chiamarlo sia stato usato dalla sinistra, ci sta. Chi mi conosce potrebbe osservare un rispettoso silenzio”.

Salvini alla Stampa spiega di essersi scusato personalmente con Mahmood: “Mi sono fatto dare il numero di telefono e l’ho chiamato. È un ragazzo di vent’anni, comincia adesso, mi sono informato sul suo percorso artistico e gli ho voluto dire direttamente che si deve godere la vittoria e che sono felice per lui». E ancora: «È un ragazzo italiano che suo malgrado è stato eletto a simbolo dell’integrazione. Ma lui non si deve integrare, è nato a Milano. Lo hanno messo al centro di una storia che non gli appartiene”.