Serafina Strano, la dottoressa stuprata a Catania: “Una violenza durata un’ora e mezza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 dicembre 2017 9:05 | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2017 9:05
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Serafina Strano, la dottoressa stuprata a Catania: “Una violenza durata un’ora e mezza”

CATANIA – Intervistata da Matrix, ha parlato Serafina Strano, la donna stuprata in un ambulatorio di Catania: “Sono stata violentata per un’ora e mezza. Ho avuto paura di non farcela, ho avuto paura di non uscire viva da quella stanza”.

“Conoscevo quell’uomo – racconta la dottoressa – era già stato mio paziente, per questo ho aperto la porta senza timori. Appena mi sono voltata mi ha aggredita, strappandomi i vestiti ed era chiaro quale fosse l’intenzione”.

Questo il racconto drammatico della dottoressa che per tre ore è rimasta in balia di un giovane che aveva bussato alla guardia medica: “Ha detto che voleva essere visitato, come tante altre volte, ma poi mi ha preso alle spalle”.

“È durata un’ora e mezza, non mi lasciava andare un secondo fino a quando ho avuto la lucidità di scappare mentre accendeva una sigaretta”. A farle più male è stato paradossalmente chi invece avrebbe dovuto proteggerla: “Mi sono sentita violentata una seconda volta. Queste violenze sono state lunghe e perpetuate dal mio datore di lavoro, i dirigenti dell’Asp di Catania. Sono loro che per legge dovevano creare dei sistemi di sicurezza anti aggressione validi”. Una situazione di costante pericolo a cui viene sottoposto chi per legge deve prestare servizio tutelando la salute del prossimo: “È così in tutta Italia, e quasi tutte le mie colleghe fanno i turni accompagnate, ma non da un infermiere, da un vigilante o da un carabiniere. Sono accompagnate dai mariti o dai padri”.

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