Sergio Vessicchio, il telecronista sulla guardalinee donna: “È uno schifo, una barzelletta” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 marzo 2019 9:16 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019 11:05
Sergio Vessicchio, il telecronista sulla guardalinee donna: "È uno schifo, una barzelletta" VIDEO

Sergio Vessicchio, il telecronista sulla guardalinee donna: “È uno schifo, una barzelletta” VIDEO

ROMA -“Pregherei la regia di inquadrare l’assistente donna che è una cosa inguardabile. È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro, è una barzelletta della Federazione una cosa del genere”.

Con queste parole il commentatore dell’emittente ‘CanaleCinqueTv’ Sergio Vessicchio presenta l’assistente di linea donna, Annalisa Moccia della sezione di Nola, designata per la partita del campionato di Eccellenza della Campania tra Agropoli e Sant’Agnello.

Parole, quelle di Vessicchio, che naturalmente hanno scatenato una reazione indignata sui social e non solo. Parole, quelle di Vessicchio, che tra l’altro sono arrivate nei giorni in cui la Juventus femminile è riuscita a riempire lo stadio per la finale contro la Fiorentina.

E alla fine Vessicchio è stato anche sospeso dall’Ordine dei giornalisti della Campania. “Il giornalista di Agropoli che ha deriso in diretta durante una partita di calcio una donna assistente dell’arbitro è stato sospeso dall’Ordine dei giornalisti della Campania. Grazie al Consiglio di Dipliscina”, ha spiegato Ottavio Lucarelli, presidente dell’ordine regionale a “Radio Marte”. “Le sue parole – conclude – causano un grave danno all’immagine dell’Ordine, non soltanto della Campania, ma di tutto l’Ordine dei giornalisti.”

Ma lui, sempre sui social, non ritratta, non chiede scusa, ma ribadisce: “Ritengo personalmente che far arbitrare le donne nel calcio sia sbagliato per molti motivi,quindi confermo il mio pensiero. Perché tutti questi squallidi moralisti non fanno una battaglia per farle giocare insieme ai maschi? La vera discriminazione è questa”.