Solange è morto in solitudine ma non aveva problemi di lavoro tra tv e rubriche sui giornali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2021 15:27 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2021 15:27
Solange è morto in solitudine ma non aveva problemi di lavoro tra tv e rubriche giornali

Solange morto in casa per un malore: il ricordo di Paolo Bucinelli del “nemico” Otelma e dall’amica Luxuria (Foto Ansa)

Solange è morto in solitudine ma non aveva problemi economici perché lavorava tra tv e rubriche sui giornali.

Il sensitivo e noto volto televisivo livornese Paolo Bucinelli, 69 anni, conosciuto con il nome d’arte Solange, è stato ritrovato morto   nella sua abitazione di Collesalvetti (Livorno).

A trovare il corpo i vigili del fuoco, avvisati da alcuni amici di Bucinelli che si erano preoccupati perché non rispondeva da giorni al telefono.

Solange è morto in solitudine, necessario l’intervento dei vigili del fuoco

Una volta arrivati a casa gli amici hanno provato a chiamarlo e hanno sentito suonare il cellulare da fuori la porta, a quel punto hanno chiesto aiuto ai vigili del fuoco che una volta entrati nell’abitazione hanno trovato il cadavere sul divano.

    Il medico del 118 intervenuto sul posto con i carabinieri ha confermato il decesso che sarebbe avvenuto per cause naturali.
   
Secondo quanto raccolto dai militari Bucinelli era andato al pronto soccorso domenica scorsa per un problema glicemico e poi era stato dimesso.

Solange è morto, non aveva problemi economici 

Solange non aveva problemi economici.

A svelarlo è Massimiliano Simoni ai microfoni di di Marco Gasperetti per Il Corriere della Sera. 

«Da qualche anno, dopo la morte della mamma si era isolato, – racconta Massimiliano Simoni, responsabile nazionale Teatro e Spettacolo di Fratelli d’Italia e già presidente del festival della Versiliana – ma non credo avesse problemi economici.

Andava in tv, aveva rubriche su alcuni giornali e continuava ad amare il suo lavoro».

«Mi ricordo quando nel 2000 osò presentarsi con il suo look da Romano Battaglia alla Versiliana per chiedergli di invitarlo al suo famoso Caffè – racconta ancora Simoni -.

Io lo avevo conosciuto qualche anno prima.

Lo salutai e convinsi Romano ad averlo come ospite.

Fu quasi uno choc per il nostro pubblico.

Un mese prima avevamo sul palco Indro Montanelli.

Ma la sua presenza fu divertente e spiritosa e lo invitammo tante altre volte» (fonte Il Corriere della Sera).