Sputnik Italia, su Report (Rai 3) il “vaccino che viene dal freddo”. E allo Spallanzani via ai test sulle varianti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Aprile 2021 18:32 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2021 18:32
Sputnik Italia Report

Sputnik Italia, su Report il vaccino che viene dal freddo (Ansa)

Sputnik Italia, su Report (Rai 3) il “vaccino che viene dal freddo”. Cosa sappiamo del vaccino russo Sputnik V? Ora magnificato come efficacissimo, ma senza prove, ora esecrato perché cavallo di troia russo in una nuova guerra fredda versione combattuta a suon di sieri e brevetti.

Sputnik Italia, su Report (Rai 3) il “vaccino che viene dal freddo”

Report di stasera (Rai 3) prova a diradare una certa nebbia cognitiva sul tema: non si capisce perché i dati non siano disponibili, si tende a ingigantire i sospetti, a vedere spie russe ovunque. Intanto uno scoop, quello annunciato nell’anteprima della trasmissione: solo fra due mesi l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, riuscirà a esaminare il vaccino.

A Roma, già da domani, cominceranno invece i test all’ospedale Spallanzani per verificare la tenuta di Sputnik rispetto alle varianti brasiliana, sudafricana, inglese.

Gli inviati di Report sono stati a Mosca, nelle fabbriche che producono il vaccino, dove nemmeno gli ispettori europei sono ancora ancora riusciti a entrare. Che appunto non saranno lì prima di fine maggio, per cui per l’autorizzazione due mesi sono anche pochi.

Sputnik V, allo Spallanzani test per verifica con le varianti

Domani all’istituto Spallanzani si firma il memorandum di collaborazione scientifica con il centro di ricerca russo Gamaleya e con il fondo russo degli investimenti diretti.

La collaborazione riguarda una doppia sperimentazione col vaccino Sputnik ovvero l’efficacia del siero russo sulle varianti, in particolare quelle brasiliana, sudafricana e inglese.

E anche il suo uso come richiamo in soggetti che hanno ricevuto la prima dose di un vaccino affine per struttura, ovvero ad esempio Astrazeneca. Nella prima fase di sperimentazione l’Istituto russo metterà a disposizione 100 dosi. Inoltre per gli anticorpi monoclonali, sono stati arruolati i primi 237 pazienti.