Storie Italiane, Capitano Ultimo: “Permessi ai boss? Chiediamo scusa ai parenti delle vittime”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2019 12:16 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2019 12:16
Storie Italiane, Capitano Ultimo

Il Capitano Ultimo intervistato a Storie Italiane

ROMA – Intervistato da Storie Italiane, il Capitano Ultimo, il nome di battaglia del colonnello dei carabinieri che arrestò Toto Riina, ha parlato delle recenti sentenze sull’ergastolo ostativo: 

“Come la commento? Niente chiediamo scusa a tutte le vittime dei parenti della mafia (standing ovation in studio con un lungo applauso nei confronti delle parole del colonnello dei carabinieri ndr), chiediamo scusa perché non siamo stati in grado di onorarle al meglio”.

“Purtroppo questi permessi verranno concessi – discutono in studio – perché si è trattato di un ordine direttamente dall’Europa, nonostante alcuni magistrati si siano opposti. Il problema è che abbiamo avuto già tanti casi di reati durante il permesso premio, e qual è la conseguenza? Che non può avere più il permesso premio per cinque anni”. Ultimo ha poi concluso: “Io ringrazio tutte le persone che hanno mostrato solidarietà nei miei confronti, mi ripaga tutto questo”.

Capitolo scorta.

Al revocato Ultimo è stata revocata la scorta. E la notizie negli ultimi giorni ha fatto molto discutere.

“Ho provato dispiacere nel leggere le motivazioni in merito alla mia scorta – spiega il capitano Ultimo – perché a dire quelle cose non erano mafiosi ma funzionari dello stato, comandanti dei carabinieri, i miei fratelli che dovrebbero proteggermi e che io devo proteggere. Pensavo fosse qualcosa di sacro e solidale ma mi sbagliavo, ho visto una superficialità, ho visto la cultura di lotta anti-mafia buttata al vento. Ho visto anche i morti di mafia, ed ho pensato che per alcune persone è stato tutto un gioco”.

Fonte: Storie Italiane.