Storie Italiane, problemi di collegamento con Al Bano. Eleonora Daniele lo chiama al cellulare ma…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2019 13:18 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2019 13:19
Storie Italiane, problemi di collegamento con Al Bano. Eleonora Daniele lo chiama al cellulare ma...

Al Bano durante il collegamento con Storie Italiane

ROMA – Al Bano è stato ospite di Storie Italiane. Il cantante, in collegamento dalla sua casa a Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, ha annunciato nella trasmissione condotta da Eleonora Daniele, che oggi, 4 novembre, ospiterà nella sua tenuta l’ambasciatore e il consigliere ucraino. Ormai il cantante non è più nella blacklist dell’Ucraina e oggi sigleranno finalmente la pace.

Un collegamento che però si è svolto senza che la conduttrice potesse intervenire. Nel corso dell’intervista infatti, l’inviato della trasmissione non è più riuscito a sentire nell’auricolare la voce di Eleonora Daniele la quale, dopo svariati minuti, ha preso il suo cellulare e ha tentato di telefonare ad Al Bano. Un tentativo andato nel vuoto visto che c’era la segreteria telefonica. In studio ovviamente grosse risate tra gli ospiti e il pubblico.

Al Bano inoltre ha rivelato: “Un concerto in Ucraina? Se mi chiamano ci vado, se no attenderò che mi chiamino”. Infine, interpellato su Sanremo 2020, ha confessato: “Ne stiamo parlando da tempo, incontrerò Amadeus in questi giorni. Vorrei fare l’ospite d’onore anche perché Sanremo l’ho fatto 18 volte”.

Al Bano e la black list dell’Ucraina

Mesi fa infatti, esattamente a marzo, Al Bano era stato inserito nella lista nera dell’Ucraina per il suo “speciale” rapporto con Vladimir Putin. Una scelta che fece infuriare il cantante: “Non ho mai detto una parola contro l’Ucraina. Mai fatto neanche un apprezzamento. E’ inaccettabile che proprio io che canto da sempre la pace ora venga trattato come un terrorista. Non ho mai posseduto armi, neanche quelle mentali”. Poi sul suo rapporto con Putin disse: “Quella con Putin non è un’amicizia, ma una semplice conoscenza, favorita anche dal fatto che lui è presidente onorario della Federazione internazionale dello judo e io ne sono ambasciatore nel mondo. Ho cantato per lui ma anche per tanti altri capi di Stato e pure per Giovanni Paolo II. Sono un uomo di pace e non di guerra”.

Fonte: STORIE ITALIANE