Tg1, gaffe in prima serata: “Cento anni fa nasceva Aldo Moro…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2019 19:37 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 19:37
Tg1, la gaffe in prima serata sulla data di nascita di Aldo Moro

Tg1, la gaffe in prima serata sulla data di nascita di Aldo Moro

ROMA – “Cento anni fa nasceva Aldo Moro…”. Gaffe in prima serata al Tg1 dove qualcuno, evidentemente, si è confuso e ha sbagliato i conti spostando la data di nascita di Aldo Moro, il segretario della Democrazia Cristiana sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse, dal 1916 al 1919. 

Aldo Moro, infatti, è nato a Maglie il 23 settembre del 1916. 

Qui il servizio del Tg1.

Caso Aldo Moro, la tesi di un perito balistico: “In via Fani c’era anche un tiratore scelto…”

Intervistata da Radio Cusano, Paola Corsignano Carrieri, criminalista e perito balistico, ha esposto una nuova tesi su quanto accadde in via Fani:

“Da analisi e perizie emerge chiaramente che il 16 marzo 1978 in via Fani, le Brigate Rosse parteciparono in concorso all’uccisione della scorta di Aldo Moro, cioè i brigatisti non erano soli. Tanto per cominciare, la tecnica d’assalto definita ‘cancelletto’ è tipica delle organizzazioni terroristiche tedesche. Diciamo poi che le armi degli uomini delle Br che aprirono il fuoco sulla Fiat 130 di Aldo Moro e sull’Alfetta di scorta si incepparono più volte a conferma che si trattava di soggetti non avvezzi all’uso delle armi; nonostante tutto l’azione bellica durò appena 90 secondi. Dopo la sparatoria furono ritrovati 91 bossoli: quindi 91 colpi erano certi, 91 traiettorie erano certe. Di questi 91 colpi, 49 sono stati esplosi da un’unica arma, così come altri 22 sono stati esplosi da un’altra unica arma e 45 colpi hanno raggiunto gli uomini della scorta. E’ quantomeno strano che nessuno di questi colpi abbia raggiunto Aldo Moro. Come è stato possibile che lo statista democristiano sia uscito illeso da questa pioggia di fuoco? E’ evidente che ci troviamo di fronte a un gioiello di perfezione come assalto bellico. Pertanto, un’azione del genere, così precisa in maniera chirurgica, avrebbe potuto essere posta in essere solo da militari addestrati in maniera sofisticata, oppure da civili sottoposti a un training meticoloso nel corso del tempo in basi militari specializzate in operazioni di commando. E’ molto probabile quindi che in via Fani quella mattina del 16 marzo 1978 si aggirava insieme alle Br anche un soggetto che utilizzava l’arma quasi fosse il prolungamento della mano: cioè in grado di usare l’arma  in maniera determinata, con estrema precisione e tranquillità. A questo tiratore scelto si può imputare probabilmente la maggior parte dei colpi che andarono a segno”.