Totti, serie tv su Sky, 6 puntate: “Speravo de morì prima”, ma lui ha 44 anni e sta benissimo nonostante Spalletti

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 19 Marzo 2021 7:34 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2021 22:09
Totti, serie tv su Sky, 6 puntate: "Speravo de morì prima", ma lui ha 44 anni e sta benissimo. Nella foto Pietro Castellitto nel ruolo di Francesco Totti

Totti, serie tv su Sky, 6 puntate: “Speravo de morì prima”, ma lui ha 44 anni e sta benissimo. Nella foto Pietro Castellitto nel ruolo di Francesco Totti

Totti, Francesco, 6 puntate di fiction in tv per un mito anche per chi non è tifoso della Roma, anche per chi non segue il calcio. La serie, intitolata “Speravo de morì prima”, parte stasera, venerdì 19 marzo 2021, alle 21,15, su Sky Atlantic. E in streaming su Now tv. C’è molta attesa per la fiction in 6 puntate sulla storia di Francesco Totti. Con particolare attenzione sulle fasi finali della sua strepitosa carriera (25 stagioni, 250 reti  in serie A, 307 in totale) . È ritenuto una delle più grandi “ bandiere “ di sempre.

Nel 2012 una ricerca condotta dalla IFFHS lo ha eletto “calciatore più popolare d’Europa“.

(La IFFHS è la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del calcio, fondata a Lipsia nel 1984; dal 2004 a Losanna).

Tra il 1998 e il 2006 ha fatto parte della Nazionale vincendo il titolo di vice campione d’Europa nel 2000 e il titolo di campione del mondo nel 2006.  Ha avuto una carriera lunga. Tra l’altro detiene il record di marcatore più anziano  nella storia della Champions. Ha segnato un gol a 38 anni e 59 giorni. È stato il capitano della Roma dal 1998 al 2017. Si è ritirato il 30 giugno 2017.

Una autobiografia di Totti scritta insieme con Paolo Condò

Il ritratto di un uomo semplice, coraggioso e auto ironico.

Titolo della miniserie: “Speravo de morì prima”. Un titolo ripreso da un geniale striscione esposto all’Olimpico –  in lacrime per il sofferto addio alla sua Roma – da un tifoso inconsolabile del Pupone.

Era il 28 maggio 2017. Pagati i diritti al suo ideatore, è diventato il marchio della fiction. La sceneggiatura è tratta dal libro “Un capitano “, scritto dallo stesso Totti con Paolo Condò.  È messo in rilievo l’uomo e non solo il campione. Nella fiction compaiono tanti nomi noti del calcio: Cassano, De Rossi, Vito Scala, Marcello Lippi, Bobo Vieri .

E non manca il grande rivale Luciano Spalletti. Un rapporto difficile. Prima feeling, poi odio. L’allenatore toscano, amato e poi contestato perché lo teneva fuori squadra.

Galeotta una intervista rilasciata da Totti nel febbraio 2017 alla Rai: “Mi sento ancora un calciatore e voglio giocare. Spalletti? Con lui solo buongiorno e buonasera“. Spalletti lo esclude dalla lista dei convocati e gli sbatte in faccia una frase che il Pupone mai avrebbe voluto sentire.

E cioè: “Tu Totti ormai sei  come gli altri, dimenticati di essere insostituibile “. Replica immediata del giocatore: “ Vigliacco, adesso che non ti servo più mi rompi il c…”. Rissa sfiorata. Idem a Bergamo. La frattura diventa profonda, irreparabile. All’ultima di campionato Spalletti gli concede 40 minuti nella ripresa. Totti dà l’addio. Nel docufilm  Totti rincara la dose: “È stata una cattiveria. Mi hanno cacciato da Trigoria, casa mia“.

Personaggi e interpreti

Il conflitto tra l’ex allenatore e l’ex capitano continua in queste ore. E i social si dividono. C’è addirittura chi invoca Netflix a fare una “serie solo su Spalletti“. Il tecnico toscano è interpretato molto bene da Gianmarco Tognazzi. Nei panni di Totti si è calato Pietro Castellito, classe 1991, figlio di Sergio Caastellito e Margaret Mazzantini.

L’importante ruolo di Ilary Blasi è affidato a Greta Scarano. Monica Guerritore è la mamma di Totti, Giorgio Colangelo il padre. La fiction è ricca di aneddoti sulla vita privata del campione. Conclude  l’attore Castellito: “Totti non sarebbe stato così bravo se non fosse stato romano. Non avrebbe avuto quella leggerezza per fare certe cose“. E poi: “Il suo non è solo un semplice addio al calcio. Con lui si è chiuso un ciclo, un modo di giocare al pallone, una generazione”.