Via libera negli Usa a parolacce e oscenità sessuali in nome della libertàdi espressione

Pubblicato il 15 luglio 2010 9:31 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 9:31

Accogliendo il ricorso contro i regolamenti federali del 2004 che impedivano di pronunciare in tv o alla radio ”oscenità sessuali” o ”espressioni indecenti”, la corte d’appello del secondo distretto di Manhattan ha dato via libera agli improperi e ai riferimenti in diretta. Insomma, sparisce il pudico ”bip”, quel suono (d’altra parte usato anche da noi) che copriva espressioni o insulti troppo osè.

E’ presumibile che d’ora in avanti la televisione Usa – specialmente i talk show – diventerà un contenitore delle parolacce più fantasiose, togliendo i lacci a numerose trasmissioni.

Il motivo alla base della decisione della corte è la tutela della libertà di espressione, come si evince dal testo della sentenza: «Proibire ogni tipo di riferimenti chiaramente offensivi al sesso e agli organi sessuali senza definire prima cosa si intende per offensivo significa ridurre la possibilità di esprimersi perché i conduttori non hanno idea di cosa può essere permesso o meno» con il risultato di «indurli a praticare l’autocensura su contenuti che sono protetti dal testo del Primo Emendamento» della Costituzione, che protegge appunto la tutela della libertà di parola.