Uomini e Donne, Marta Pasqualato mostra a Nicolò Brigante i messaggi Whatsapp. Ma non basta…

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 12:35 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 12:35
Uomini e Donne, Marta Pasqualato mostra a Nicolò Brigante i messaggi Whatsapp. Ma non basta...

Uomini e Donne, Marta Pasqualato mostra a Nicolò Brigante i messaggi Whatsapp. Ma non basta…

ROMA – La scorsa settimana una segnalazione insinuava che fosse legata ad un altro ragazzo. Questa volta Marta Pasqualato è tornata a Uomini e Donne armata di prove per chiarire la sua buona fede. In studio la corteggiatrice di Nicolò Brigante ha mostrato una conversazione Whatsapp che confermerebbe che la segnalazione è stata tutta opera di un suo amico che le ha voluto fare un brutto scherzo.

E’ stato Gianni Sperti a intestarsi il gravoso compito di leggere i messaggi, ma sia l’opinionista che il tronista sono rimasti fortemente perplessi sulla vicenda. Il loro dubbio è che si tratti di una montatura realizzata ad arte dalla corteggiatrice, insieme col suo amico Beppe, per mettere a tacere le indiscrezioni della settimana precedente.

Il rapporto tra Marta e Nicolò si è incrinato da quando proprio Gianni Sperti l’ha accusata di avere una relazione al di fuori del programma con un ragazzo che studia Medicina a Ferrara. La corteggiatrice ha sempre sostenuto che non c’è nulla più che una bella amicizia, che dura per altro da oltre sei anni. Nell’ultima puntata è quindi tornata per chiarire la sua assoluta buona fede nei confronti di Nicolò che le ha quindi chiesto di contattare l’autore del fantomatico scherzo. Ma lei ha continuato a difendersi dicendo di non volerlo mettere in mezzo.

Maria De Filippi ha quindi mostrato la conversazione su Whatsapp tra Marta e l’amico Beppe, nella quale lei lo accusa di averle fatto fare una brutta figura e l’amico le risponde che avrebbe potuto chiamarlo. Gli opinionisti Gianni e Tina ritengono finto e costruito lo scambio di messaggio. Nicolò continua a non crederle e alla fine Marta lascia lo studio.