Valentino Talluto, ad Un giorno in pretura il caso dell’untore di hiv

Pubblicato il 7 ottobre 2018 13:15 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2018 13:15
Valentino Talluto, ad Un giorno in pretura il caso dell'untore di hiv

Valentino Talluto, ad Un giorno in pretura il caso dell’untore di hiv

ROMA – Nell’ultima puntata di Un giorno in pretura du Rai3, sabato 6 ottobre, si è parlato di Valentino Talluto, noto come “l’untore”: l’uomo che, sapendo di essere sieropositivo, fece sesso non protetto con decine e decine di donne conosciute per lo più via chat. 

Il programma di Roberta Petrelluzzi ha affrontato quello che è il primo processo in Italia per epidemia dolosa. Talluto un anno fa è stato condannato a 24 anni di reclusione con l’accusa di lesioni gravissime. Lui e le sue vittime si conoscevano attraverso siti di incontro via chat, e Talluto era capace di corteggiarle, sedurle, e farle innamorare. Ma a nessuna diceva il suo segreto, che aveva il virus dell’hiv.

Sul banco dei testimoni si sono avvicendate molte donne, che hanno confessato che una volta scoperto di avere contratto il virus avevano desiderato di morire. Donne che si sono dovute ricostruire un’identità, che hanno dovuto imparare a convivere con il fatto che la loro vita non sarebbe stata mai più come quella di prima.  

Tra le vittime di Talluto ce n’è però una che lo difende: si chiama Giada e si definisce la sua fidanzata. Poche ore prima della sentenza emessa lo scorso ottobre in una intervista a Vanity Fair aveva detto: “Non è un mostro. Quello che dico a Valentino è che il mio “per sempre” resta tale nel bene e nel male. Ringrazio Dio che ci ha fatto trovare due avvocati che in un casino così ci hanno dato la forza di andare avanti, non potremo mai ringraziarli abbastanza. Io tengo duro, mi fanno continuare la rabbia e la voglia di verità”.