Verissimo, Alessandro Borghese: “Ho chiesto a mia moglie di sposarmi… senza saperlo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 marzo 2019 8:39 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019 8:39
Verissimo, Alessandro Borghese: “Ho chiesto a mia moglie di sposarmi... senza saperlo”

Verissimo, Alessandro Borghese: “Ho chiesto a mia moglie di sposarmi… senza saperlo”

ROMA – Intervistato da Silvia Toffanin, Alessandro Borghese, ospite di “Verissimo”, racconta un aneddoto sulla proposta di matrimonio fatta alla moglie Wilma Oliveiro: “Eravamo su un aereo e stavamo attraversando una turbolenza – racconta – e vedendo dei posti liberi le chiesi: ci spostiamo? In tutta risposta lei mi saltò addosso, iniziò ad abbracciarmi e a urlare Sì! Sì! Perché aveva capito ci sposiamo?”.

“Una reazione un po’ esagerata per dei semplici posti liberi” come lo stesso Borghese ricorda: “Mi sembrò un po’ troppo, poi ho realizzato che aveva capito fosse una proposta ed era così entusiasta che non ce l’ho fatta a tornare sui miei passi”.

Figlio dell’attrice Barbara Bouchet, lo chef  ha parlato anche della sua infanzia e della sua adolescenza: Negli anni ’70 arrivarono delle chiamate minacciose a casa, così mio padre ci mandò in America – ha raccontato Borghese – Dopo anni realizzai quello che era successo. Papà prese il porto d’armi perché riceveva minacce di rapimento”.

“Mio padre – continua – è stato un esempio per umiltà, impegno e modo di affrontare la vita. Faceva il banditore d’asta di tappeti, da buon napoletano ha fatto mille mestieri. Sono andato anche a vendere aspirapolveri porta a porta. Papà era un cuoco della domenica, mi ha trasmesso la passione per la cucina. Era un uomo d’altri tempi. Aveva quattro paia di mocassini che non ha mai cambiato, li faceva risuolare. Papà è stato un maestro di vita, il mio supereroe. Se ne è andato dopo una malattia lunga, 7 anni, il male del secolo. Mamma gli è stata accanto fino alla fine”.

Nel 1994, ancora giovanissimo, Alessandro Borghese rischiò la vita quando lavorava sulla nave Achille Lauro: “Scoppiò un incendio di notte, c’erano 800 passeggeri, la regola vuole che lo staff scenda per ultimo prima di evacuare la nave. Prima di salire sulla zattera, tornai in camera a recuperare un walkman che mi avevano regalato mamma e papà, ero un pazzo scatenato a 17 anni. Siamo stati in balia del mare per tre giorni, a largo della Somalia, prima che venissero a salvarci. Mia madre era molto in pensiero perché avevo il passaporto americano e non arrivavano notizie. Chiamò addirittura il Presidente della Repubblica! Nonostante questo, tornai a lavorare sulle navi, con il mio walkman”. Fonte: Verissimo.