Verissimo, Arisa racconta: “Ero matta per Michael Jackson, mi strappavo i capelli e…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2019 16:40 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2019 16:40
Verissimo, Arisa racconta: "Ero matta per Michael Jackson, mi strappavo i capelli e..."

Verissimo, Arisa racconta: “Ero matta per Michael Jackson, mi strappavo i capelli e…”

ROMA – Intervistata da Silvia Toffanin, ospite nel salotto di “Verissimo“, Arisa ha parlato della sua famiglia:

“I miei genitori – racconta – sono bellissimi, li amiamo tanto. E mio padre non appare quasi mai, appare sempre mia madre. E anche io quando telefono a casa, chiedo sempre prima di mamma perché lei dice che con papà siamo come una associazione a delinquere. Allora io, per mantenere gli equilibri, chiedo prima di mamma”.

“Ho avuto una infanzia super – racconta ancora –  una infanzia bellissima. Chi ha la fortuna di nascere e crescere nel bello, lo sa anche riconoscere. Questa è una fortuna delle tante che ho avuto, perché sono cresciuta in Basilicata e nei pressi di casa mia c’è solo campagna. Una campagna fatta di estate e di sole, di neve e di inverno. Tanta cucina buona, tante coccole. Sono stata benissimo. Quando attraversiamo periodi difficili nella vita, è bene ricordarsi della felicità che provavamo da bambini e anche capire cosa ci dava felicità, perché era una felicità semplice. La certezza di valere veramente qualcosa per qualcuno è il massimo, quando sei piccolo lo sai che i tuoi ti vogliono bene. Questa è la felicità certa e semplice”.

“Idoli di quando ero piccola? Ero matta per Michael Jackson, mi strappavo i capelli. Ero gelosissima. Se vedevo che faceva salire sul palco qualche ragazza, io morivo d’infarto di gelosia. Uno dei motivi per i quali ho sognato di andare via dalla mia terra, era per Michael Jackson. Perché non arrivava mai Michael Jackson o non arrivava mai Madonna. Mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di incontrare questi artisti incredibili. Anche se adesso sto a Milano però mica li incontro, pure perché lui è morto…”.

“I lavori che ho fatto? Mi sono piaciuti tutti, per me ogni cosa ha avuto il suo perché. Forse il momento che mi ha aperto la vita è stata quella di cameriera notturna al LoolaPaloosa, che mi ha aperto un po’ di orizzonti. C’era un menage abbastanza libero, era molto free. Quindi mi ha aperto gli orizzonti. Hai capito che voglio dire? Gli altri si divertivano e io rimanevo imbambolata”.