Verissimo, Gianni Morandi: “Ho perso mia figlia”. Silvia Toffanin in lacrime

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Ottobre 2019 20:38 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2019 20:38
Verissimo, Gianni Morandi: "Ho perso mia figlia". Silvia Toffanin in lacrime

Gianni Morandi (Foto Ansa)

ROMA – “Ho perso mia figlia”. Gianni Morandi ospite di Silvia Toffanin a Verissim racconta il suo dramma più segreto, e Silvia Toffanin si commuove. Morandi, che tornerà in onda venerdì 18 ottobre con L’isola di Pietro 3, ha parlato degli esordi della sua carriera. Poi ha parlato di un momento molto doloroso della sua vita.

Gianni Morandi ha spiegato che “io e la mia ex moglie Laura abbiamo perso una bambina. Subito dopo mi è arrivata la lettera della naja. Visto che non ero più padre, non avevo il congedo e dovevo fare il militare”. Il racconto toccante commuove Silvia Toffanin. Morandi ha poi concluso parlando della sua storia d’amore con Anna: “Stiamo insieme da 25 anni e ancora ci amiamo molto”.

“Mi ritengo un fortunato. Il treno è passato molte volte per me. Se anche ho perso il primo, poi è passato il secondo e il terzo. Rimango diciotto anni senza essere sposato, poi incontro Anna, che mi dà un entusiasmo enorme. Di cosa posso essere invidioso o deluso?”. Gianni Morandi, intervistato recentemente da Walter Veltroni per il Corriere della Sera, ricorda quando si ritrovò a cantare sullo stesso palco dei Led Zeppelin:

“Nel ’71 la follia di Radaelli aveva portato i Led Zeppelin a Milano, insieme al Cantagiro. Lì ci fu uno scossone drammatico, capii improvvisamente tutto. Mi davano del vecchio, urlavano che ero finito. […] Quando arrivai sul palco esplose un boato, mai sentita una cosa del genere. Radaelli mi guardò sorridendo: ‘Vedi che accoglienza ? E tu avevi paura’. Non aveva capito. Era un boato al contrario: un gigantesco, stentoreo, definitivo, collettivo ‘No’. […] Da sotto mi urlavano solo “ Vai via!”. Cominciarono ad arrivare pomodori, di tutto. Distrussero il palco. Quaranta milioni di danni. Lì si capì che era cambiato tutto. Uno spartiacque. Mi chiedevo: ‘Io adesso cosa faccio?’. Perché non sapevo fare niente, sapevo fare il ciabattino. Ma potevo rimettermi a fare il ciabattino?”. (Fonte Verissimo).