Vieni da Me, Amedeo Minghi: “Le critiche di Ornella Vanoni? Vattene amore doveva…”

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 13 maggio 2019 14:14 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2019 14:33
Vieni da Me Amedeo Minghi

Vieni da Me, Amedeo Minghi

ROMA – Amedeo Minghi è stato ospite oggi, lunedì 13 maggio, a Vieni da Me. Intervistato da Caterina Balivo ha aperto i cassetti della sua memoria raccontato vita privata e professionale.

Si parte dall’infanzia con il ricordo della notte della Befana: “Da noi, qui a Roma, la vera festa era il 6 gennaio. Con le mie sorelle le lasciavamo del pane e una tazza di latte”. E il primo strumento musicale: “Fu una fisarmonica, rossa. Ancora me la ricordo. Da lì ho iniziato a suonare. Fin da bambino sapevo che sarei diventato un musicista”.

La musica: “Nel ’66 cantai per la prima a Scala Reale. Il giorno dopo tutti mi fermavano, ero diventato un punto di riferimento. All’inizio però mio padre non pensava che diventasse un lavoro, vedeva l’incertezza in questa mia scelta”.

Il ricordo di come è nata 1950, una delle sue canzoni più famosi: “Ero a Roncinglione, con un amico quando, davanti a un bicchiere di vino, scrivemmo tante cose su diversi pezzi di carta. La mattina seguente presi tutto quello che avevamo scritto e corsi in studio per registrare”.

Sanremo 1983: “Io non ci volevo andare perché sapevo che la canzone (1950, ndr) arrivava ultima. E così fu”.

Il successo di Vattene Amore: “Nel 1990 arrivai terzo col duetto con Mietta. Le polemiche a Ora o mai più? Succede, ci si difende. Quella canzone poteva essere della Vanoni (che ha criticato aspramente la canzone nel programma Ora o mai più, ndr). Io decisi di non darla a lei ma di andare con Mietta a Sanremo. Sapevo del successo che avrebbe ottenuto. Se c’è del risentimento da parte sua non saprei, posso dire solo che lei di questo brano ha capito poco o nulla”.

Amedeo Minghi parla della scomparsa della moglie: “Sento che lei c’è sempre, non mi fa male parlarne. 40 anni insieme…”. (fonte RAI PLAY)