Vieni da me, Antonia Dell’Atte e il padre violento: “Mia madre mi ha insegnato come farsi rispettare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2019 16:12 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2019 16:14
Antonia Dell'Atte, il padre violento e il coraggio della madre

Antonia Dell’Atte a Vieni da me

ROMA – Antonia Dell’Atte, ex modella e musa di Giorgio Armani, parla della sua difficile infanzia a Vieni da me. Intervistata da Caterina Balivo, la Dell’Atte ha parlato del padre “debole e violento” che la madre ha trovato il coraggio di lasciare: “Mi ha insegnato il rispetto per sé stessi”.

Parlando della sua carriera, ha raccontato alla Balivo: “Quando ho lasciato la Puglia, sono partita per Milano con i capelli lunghi: erano gli anni Ottanta ed andavano di moda le supermodelle americane. Nessuno mi voleva, ma quel taglio di capelli…Io per campare cercavo di fare tutti i lavori che le top model non volevano fare: facevo i miei showroom e vivevo dignitosamente. Non mi arrendevo, una mi disse di rifarmi il naso ed io risposi: “Sono qui per mantenere la mia famiglia, come mi pago l’operazione?””.

Poi dopo la delusione per il provino andato male con Pippo Baudo, il taglio di capelli: “Gli anni Ottanta sono stati durissimi e decisi di andare in televisione: feci un provino con Pippo Baudo, ma prese la Mussolini. Io ero fidanzata con Jackie, figlio di Valentina Cortese, mandai una foto per un contest delle Hawaii ma nel frattempo un parrucchiere di Milano mi cambiò la vita con un taglio: 3 milioni di lire per un taglio di capelli, io dovevo cercare di andare avanti e superare gli ostacoli. Al concorso di bellezza non mi riconobbero”.

Solo con Giorgio Armani arriva il successo e ne diventa la musa: “La donna imprenditrice, che sa quello che vuole, le donne non sottomesse e che prendono in mano il mondo. Mi sono sempre fatta rispettare, ero fuori dagli schemi: ero molto seria. Sono diventata la musa di Armani, ma non ho firmato i contratti che hanno firmato le top: io ho vissuto dopo ciò che mi ha reso, ho guadagnato in fama, rispetto e tutto”.

Infine il ricordo del padre violento e della madre coraggiosa: “Vengo da una famiglia di cinque figli, con un padre molto debole e aggressivo, a volte violento. Quel vino che beveva nelle varie cantine lo rendeva una persona molto debole e quando si arrabbiava era una persona molto aggressiva. Mi sono sempre detta che avrei trovato un uomo come mio padre e che avrei fatto come mia madre, che si è fatta rispettare. Donne che hanno fatto l’Italia, contadine e che con cinque figli hanno avuto il coraggio di lasciare il marito. Mi ha inculcato prima il rispetto per sé stessi e poi di aiutare gli altri, sempre con amore: se hai amato, puoi anche separarti e denunciare delle cose per aiutare gli altri, ma sempre con amore e mai con l’odio”. (Fonte Rai)

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