Vieni da Me, Barbara Alberti: “Quella volta che stavo morendo per setticemia…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2019 14:18 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2019 14:26
Vieni da Me, Barbara Alberti

Barbara Alberti a Vieni da Me

ROMA – Barbara Alberti è stata ospite di Caterina Balivo a Vieni da Me oggi, 18 dicembre, dove ha parlato della sua vita professionale e privata.

Dici sempre la verità: “Se dico sempre la verità? No, mi viene comodo ma ai nemici si mente sempre. Ai nemici ed ai rompipalle…”. Poi torna sull’autobiografia di Vittorio Sgarbi: “Non ho inventato nulla. L’ho scritto come se fosse lui a parlare, non ho inventato nulla: era la cronaca scritta dei viaggi fatti con lui”.

Una battuta sulla presunta inesattezza legata a Raffaella Carrà: “Scrissi che Sgarbi venne imposto? Io non mi ricordo assolutamente. E’ una cosa nuova per me, tu credi che io possieda i miei libri? Avrà sicuramente ragione. Non è detto che sia tutto vero ciò che ho scritto. Se mi contraddico? Sicuro”.

“Cosa penso della chirurgia estetica? E’ una grandissima invenzione moderna, che può riparare tantissimi complessi e problemi: ho conosciuto tantissime persone che sono rinate. Anche io ho avuto un complesso, invisibile a occhio nudo, era terribile per me: dopo averlo risolto, sono stata felice e non ci ho pensato. In un libro mi preoccupo molto dell’obbligo sociale della plastica e della demonizzazione della vecchiaia femminile: la vecchiaia è una maledizione biblica ed è la porta della morte. Non mi sono fatta un lifting, ma mi sono rifatta il seno: mi spiace dirlo perché sono molto segreta. E’ stato un sogno: mi sono ridotta il seno. Esistono le sfortune, ci sono persone che hanno un figlio a 20 anni e gli casca tutto. Avevo un complesso, poi grazie ad un’amica mi sono affidata alla chirurgia”.

“Chi non avrei voluto conoscere? Forse un chirurgo che mi operò e mi stava facendo morire di setticemia”.

“Di cosa mi vergogno? Scusa Caterina, ma ti pare che se ci fosse una cosa di cui mi vergogno te lo vengo a dire. Forse però c’è una cosa: mi dimentico spesso i nomi”.

Fonte: VIENI DA ME.

 

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