Vieni da Me, Bruno Vespa: “L’Aquila? La mattina dopo il terremoto…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2019 14:13 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019 14:22
Bruno Vespa e le parole a ''Vieni da Me''

Bruno Vespa e le parole a ”Vieni da Me”

ROMA – Intervistato da Caterina Balivo, ospite nel salotto di “Vieni da Me”, Bruno Vespa risponde alle “domande al buio”.

“Se ripenso alla mia prima esperienza giornalistica, ovvero la diretta dello sbarco sulla Luna, che voto mi do? Non classificato. Portavo l’acqua all’epoca. Che ricordo ho? Era una favola. Mi sono sentito come il bambino di ‘Nuovo Cinema Paradiso'”.

“Ricordo – continua –  che il Papa, Paolo VI, ha voluto benedire gli uomini dell’Apollo 11 e per questo si fece riprendere mentre guardava la Luna con il cannocchiale”. 

“Che effetto mi fa rivedere L’Aquila prima del terremoto? Come – risponde il giornalista – una persona scomparsa. Ci vorrà tempo. Le cose private sono messa a posto. Alcune Chiese, restaurate, sono tornate anche più belle. Per le cose pubbliche c’è tanta burocrazia. E’ una città splendida. Io non mi sarei mai aspettato un terremoto così. Dall’elicottero, la mattina dopo, ho visto crollare delle palazzine. Una cosa che mi fece molto male. Di tragedie ne ho raccontate tante ma quando succede nella tua città è sempre diverso”.

“Le invidie? Le ho sempre ignorate. Naturalmente l’ho subita. Le assenze in famiglia? Io sono sempre stato delegato a parlare con i professori. Ho sempre accompagnato i miei figli a scuola. Naturalmente abbiamo dovuto gestire i tempi con mia moglie”.

Capitolo plastici.

Non pensi di aver esagerato con i plastici? chiede la Balivo. “No. Assolutamente. Anche sui giornali cartacei ci sono le mappe, le ricostruzioni. Perché ha fatto così scalpore? Non lo so. I plastici servono per parlare di qualcosa che è successo”.

“La storia di Alfredino Rampi? Io ero contrario alla diretta. Pregai il direttore Emilio Fede di sospenderla perché mi parevano tutti impegnati a lucrare sulla pelle di un povero bimbo. Pure il presidente Pertini, che fu un vero eroe della Resistenza, uno dei pochi che l’ ha fatta davvero, ma a Vermicino voleva essere il primo ad abbracciare Alfredino, che invece morì”.

Fonte: Vieni da Me.