Vieni da Me, Claudia Koll: “Ero posseduta dal maligno, con la preghiera mi sono liberata di lui”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2019 14:07 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2019 14:36
Vieni da Me, Claudia Koll

Vieni da Me, Claudia Koll

ROMA – Claudia Koll è stata ospite a Vieni da Me. Intervistata da Caterina Balivo, l’attrice ha aperto i cassetti della sua memoria raccontando della sua vita privata e professionale.

Ballando con le Stelle: “Qualche anno fa me lo chiesero e dissi di no. Ho altri progetti”.

Sulla sua infanzia: “Quando ero piccola mamma non è stata molto bene. Dovevo badare a mia sorella più piccola, poi anche lei crescendo ha dovuto badare a me. Da piccola sono cresciuta con mia nonna, era una non vedente. Fin da neonata sono stata affidata a lei, e lei mi ha accudito. Mi teneva legata ad un filo sottile che se io tiravo, mi agitavo, lei mi prendeva in braccio e mi tranquillizzava. Se prima questa infanzia era una scusa per me, una giustificazione. Ora che sono cresciuta non vedo più il bicchiere mezzo vuoto, ma mezzo pieno. La vita non è vivere per se stessi, ma vivere per gli altri”.

L’inizio nel mondo dello spettacolo: “Il film con Tinto Brass? Fu un errore di valutazione. Non sono quel tipo di donna. Ho sofferto molto durante la lavorazione di quel film. Mi ero resa conto di aver sbagliato, non ero stata cresciuta così. Cambiai anche il mio modo di parlare, ero più maliziosa, facevo doppi sensi”.

Sanremo 1995: “Fu una fatica. Non c’era un attimo di pausa. Avevo pure un versamento ad un ginocchio. Contrasti con Anna Falchi? Assolutamente, ci volevamo bene. Una volta mi chiamò in camerino e mi disse: “Ma cosa dobbiamo fare visto che ci mettono una contro l’altra?”. Non c’era competizione”.

La fede: “Se io sono oggi una nuova persona è grazie allo Spirito Santo. L’esperienza spirituale che io ho fatto non capita a tutti. Ho capito che c’era un male in me. C’erano delle forze che mi stritolavano le gambe e allora mi sono rivolta al Padre Nostro. Presi il crocifisso, lo afferrai e pregai. Quando la preghiera è diventata un grido il Signore mi ha liberato. Mi avvolto una pace profonda. Col tempo ho cominciato a capire la potenza della croce, che Cristo aveva agito. Poi quando il maligno ha provato a riattaccarmi ho scoperto che solo Dio poteva aiutarmi e quindi mi sono legata sempre di più a lui e ho iniziato a seguire un percorso”. (fonte VIENI DA ME)