Vieni da me, Ginevra Nuti: “Tutrice di papà Francesco dopo la sua malattia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Ottobre 2019 16:03 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2019 16:17
Ginevra Nuti figlia Francesco Vieni da me

Ginevra Nuti, figlia dell’attore Francesco, intervistata a Vieni da me (Frame da Rai)

ROMA – Ginevra Nuti, figlia del grande attore Francesco Nuti, è stata ospite di Caterina Balivo a Vieni da me nella puntata del 1° ottobre. La ragazza ha spiegato che dopo che il papà si è ammalato ha iniziato a prendersi cura di lui e a 18 anni ne è diventata la tutrice: “E’ importante prendermi cura di lui”, spiega alla conduttrice.

Intervistata dalla Balivo, la figlia di Francesco Nuti ha detto: “Me ne occupo io da quando ho compiuto 18 anni. Mi chiedono spesso perché l’ho fatto, sono sua figlia e credo sia importante che sia io a svolgere questo incarico, anche con l’aiuto di mia madre. Per me è importante prendermi cura di mio papà anche sotto questo aspetto.

La giovane ha poi parlato delle condizioni di salute del padre dopo l’incidente del 2006: “Papà sta, è stazionario: è sereno. Ovviamente bisogna approcciarsi a lui in modo diverso, più delicatamente, ma ho imparato come rapportarmi a lui: piccoli gesti, piccoli sorrisi, sguardi. Comunichiamo prevalentemente con gli occhi. E’ qui a Roma, è anche più facile prendermi cura di lui così: è tutto più semplice, posso vederlo più spesso rispetto a quando era a Prato. Insomma, sono contenta”.

Poi scattano i ricordi di quando era “la principessa di papà”: “La cosa che mi ricordo di più è quando mi portava al Luna park, poi ovviamente a casa: avevamo due cani, era molto premuroso con me, stravedeva per me. Ero la sua principessa”.

Ginevra spiega che le manca la quotidianità: “Comunichiamo tramite piccole cose, mi manca averlo nella quotidianità: quando ho bisogno di un consiglio e, soprattutto, mi sarebbe piaciuto cantare e suonare con lui. Mi manca averlo come guida nella vita privata e artistica. Mi faceva molto ridere, era molto solare a casa”.

Parlando dei film del papà, racconta: “Quando provavo a vederli mi facevano venire malinconia, con “Caruso Pascoski di padre polacco” ho affrontato questa cosa: piano piano, adesso mi fa un po’ effetto”. E poi il ricordo del giorno dell’incidente: “Ero piccolissima, in questa brutta storia mamma ha avuto un ruolo fondamentale: mi ha accompagnata con delicatezza, mi ha fatto capire quello che stava succedendo. Ho fatto tutto un percorso, ho visto un papà cambiato ma sempre papà”. (Fonte Rai/Vieni da me)