Vieni da Me, Ivana Spagna: “Ecco come sono arrivata al successo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 maggio 2019 14:10 | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2019 14:27
Vieni da Me, Ivana Spagna: "Ecco come sono arrivata al successo"

Vieni da Me, Ivana Spagna: “Ecco come sono arrivata al successo”

ROMA – Intervistata da Caterina Balivo, ospite nel salotto di “Vieni da Me”, Ivana Spagna dalla cassettiera pesca una vecchia giacca: “E’ un pezzo della mia vita. Io non avevo soldi per comprarmi nulla. Noleggiai questa giacca e poi me la regalarono dopo tanti anni quelli del negozio da cui l’avevo presa”.

Il successo è arrivato prima all’estero per te? “Easy Lady nessuno la voleva. Feci stampare alcune copie in Francia e per fortuna arrivò il successo. Il mio motto è aiutati che il cielo ti aiuta”.

“Quando mi sono reso conto che la mia vita stava cambiando? Me ne sono accorta quando persi un treno perché tutti mi chiedevano l’autografo”.

“Quando smisi di suonare nelle discoteche col mio primo gruppo – racconta – iniziai a suonare in uno studio di registrazione. Cambiali su cambiali per fare questo studio. Ci guadagnavamo da vivere facendo jingle e produzioni. E molti jingle diventarono successi in tutta Europa”.

Poi dalla cassettiera la Spagna pesca anche un martelletto: “Con questo martello spaccai le pietre per cercare l’oro. Poi andai a cercare di vendere questo oro. Ma purtroppo in realtà non era oro. C’è stato un Natale, ricordo, in cui venne a trovarci un nostro cugino. Ci portò da mangiare e mia mamma scoppiò a piangere. Non avremmo mangiato quell’anno senza l’aiuto di mio cugino. Ma tutto l’amore che potevano donarmi i miei genitori, me l’hanno dotato”.

“Poi iniziai a fare i concorsi – racconta ancora – Mio padre credeva tantissimo in me. Mio padre mi portava in giro con una Bianchina”.

“L’operazione al naso? Fu un grande sacrificio per i miei genitori. Mi ricordo l’ultimo momento dell’operazione che il medico mi disse: piccolina resisti che abbiamo finito. Ma il giorno dopo ero felicissima perché non avevo più… la proboscide”.

“Simba? Io ho salvato tanti gatti nella mia vita. Ma i felini sono stati sempre importanti nella mia vita: Il Re Leone, La Gabbianella e il gatto. Io avevo paura, confesso, di cantare in italiano. Avevo sempre cantato in inglese. La musicalità è diversa e avevo paura dell’italiano. A me però piacciono tanto i cartoni e quindi provai a cantare in italiano. Con Il Re Leone ho sognato io e ho fatto sognare tante persone”.

“Mi parlarono del provino ma poi non mi fecero sapere nulla per otto mesi – racconta – Poi feci il provino. Ma non pensavo proprio che mi avrebbero preso. C’erano cantanti più brave di me. Non posso dirvi chi. Ho fatto un fioretto. Giorgia o Laura Pausini? No. Non posso dirvelo”.

Ivana Spagna poi nel cassettone trova delle scarpe. “Queste scarpe mi ricordano mio padre. Mio padre, per pochi mesi, è riuscito a vedere il mio successo. Io vinsi il Festivalbar a settembre. Dedicai a mio padre e mia madre la vittoria. A gennaio dell’anno seguente poi mio padre morì. Quando ero piccola mio padre veniva preso in giro perché mi accompagnava sempre per concorsi. Il mio successo fu una rivalsa per lui”.

“Pippo Baudo – continua – Dopo il Re Leone mi salvò un Sanremo. Pippo voleva un brano per il Festival. Mi voleva però con un brano giusto. Io non ero sicura. Baudo mi disse: questa non è la Spagna che voglio io. Così mi misi al pianoforte e scrissi Gente come noi, feci il provino, e quando Pippo sentì la canzone disse: questa è la Spagna che io voglio. Pippo se ne intende di musica”.

Fonte: Vieni da Me.