Vieni da Me, Luca Tommassini: “Mio padre era violento. Mi iscrissi a danza di nascosto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Marzo 2020 16:57 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2020 16:57
Vieni da Me, Luca Tommassini: "Mio padre era violento. Mi iscrissi a danza di nascosto"

Vieni da Me, Luca Tommassini (nella foto Ansa) “Mio padre era violento. Mi iscrissi a danza di nascosto”

ROMA – “Ballare non vuol dire essere gay, ma parecchi pensano questo”. Comincia così il duro racconto di Luca Tommassini a Vieni da me. Il ballerino e coreografo si è confessato in una lunga intervista con Caterina Balivo parlando, tra le altre cose, del difficile rapporto con suo padre che è stato violento con lui e la madre in passato. 

Tommassini ha quindi ricordato la reazione del padre quando scoprì che prendeva lezioni di ballo: “Non ha mai mangiato a pranzo o cena con noi, veniva solo di notte. Un giorno venne a pranzo perché scopri questa cosa: iniziò a urlare contro mia mamma e per la prima volta pronunciò parole abbastanza pesanti. Poi ruppe una bottiglia d’acqua sul muro cercando di colpire mia madre, io mi misi in mezzo e urlai “papà vattene”. Ha cercato di fermarmi in tanti modi”.

Quello non fu l’unico episodio di violenza. “Abbiamo subito tante violenze anche fisiche: soprattutto mamma, ma anche io e mia sorella, delle situazioni molto pesanti. Penso che sia molto importante testimoniare queste cose, ci sono ragazzi e ragazze che subiscono violenze. Ora non c’è più da tanti anni, sicuramente era anche l’ignoranza, una mentalità molto chiusa, era cresciuto ai tempi del fascismo e ci sono ancora parecchi in famiglia che la pensano così”.

E così per paura di quel padre autoritario si era iscritto di nascosto alla scuola di ballo, spalleggiato dalla madre: “Non doveva dirlo a mio padre perché aveva il terrore che diventassi gay. Avevo la s moscia e mi condizionava molto, lui cercava di non farmela pronunciare in quel modo. Io per tanti anni sono rimasto in silenzio, ho avuto problemi di timidezza”. 

Quella stessa violenza è poi riaffiorata recentemente, quando Tommassini è stato vittima di una scritta omofoba: “Fro… vattene” gli hanno scritto sul campanello di casa. “Mi sono vergognato di quello che ero e quello che sono, mi sono messo a piangere da solo: mi sono iniziato a sentire in colpa come quando ero piccolo”.

In realtà la vita costellata di sacrifici e successi, gli ha concesso anche di ricucire in qualche modo i rapporti con il padre. “Si è reso conto di aver sbagliato tanto nella vita, mi ascoltava e mi parlava: già il fatto che mi rivolgesse la parola e mi considerasse era già qualcosa. Lui, come mamma, è sempre stato molto duro ed io sono cresciuto molto duro”. 

Nel corso dell’intervista il ballerino e coreografo ha ripercorso anche la sua carriera. A cominciare dal primo incontro con Madonna che lo scelse come primo ballerino nel suo corpo di ballo: “Quando è uscita la schifavo un po’ perché ero un po’ snob: uscivo da danza classica ma a 23 anni decisi di andare ad una sua audizione. Ci ha fatto prima ballare tantissimo per due giorni, poi purtroppo ci chiese di raccontare una barzelletta: io le odio – confessa ridendo – Io dissi che le barzellette non mi piacevano, lei mi disse “non ti prenderò mai”. Poi, piano piano, l’ho conquistata col ballo e mi prese come primo ballerino”.

Fonte: Vieni da Me