Vieni da Me, Rocco Tanica: “Paola Cortellesi? Con lei ho fatto anche… un incidente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Dicembre 2019 17:36 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2019 17:36
Rocco Tanica, Vieni da Me

Rocco Tanica nello studio di Vieni da Me

ROMA – Intervistato da Caterina Balivo, ospite nel salotto di Vieni da Me, Rocco Tanica (uno dei componenti del gruppo Elio e le storie tese) ha parlato della sua storia, ora finita, con Paola Cortellesi:

“Diciamo che Paola si è fidanzata con me. Poi dopo non si è più fidanzata con me. Se ero bello? Sai, io ho sempre dovuto lottare con questo handicap della forma fisica smagliante, ma non potevo essere considerato solo un corpo perfetto, un oggetto erotico: ho deciso di essere qualcosa di diverso. Io e Paola abbiamo cantato e scritto insieme, abbiamo fatto anche altro insieme. Ho fatto anche un piccolo incidente in macchina con lei: stavo facendo lo spiritoso in macchina e ad un certo punto ho tamponato un’auto. Fortunatamente nessuno si è fatto male”.

“Elio? Elio l’ho conosciuto molti anni prima che iniziassimo a fare musica insieme: era in classe con mio fratello e da bambino studiavo i loro primi esperimenti musicali”.

“Sanremo? Un palco vero dopo averne calcati di altri un po’ più improbabile, a partire da una zattera: suonavano in un parco ad una festa per pensionati, eravamo molto giovani. Aveva diluviato e il prato si era allagato: il nostro palco di tavola era diventato una zattera che galleggiava. Il palco più prestigioso mai calcato è stata una lettiera per lombrichi: ad una festa privata, il padrone di casa ci ha dato questa lettiera per non rovinare il parquet di casa. Lui allevava lombrichi e abbiamo suonato su questo oggetto”.

Rocco Tanica è in libreria con “Lo sbiancamento dell’anima”, un racconto di 55 anni di episodi nella vita del musicista e autore milanese:  “Io – spiega – racconto in questo libro che soffrivo perché volevo essere amico di Celentano. Ho fatto di tutto per incontrarlo e ho iniziato a raccontare una serie di bugie: dicevo che ci conoscevamo, che veniva a casa mia e che io andavo a casa sua”