Vittorio Feltri: “Camilleri? Grande scrittore ma Montalbano mi sta sulle p…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2019 15:57 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 15:57
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Vittorio Feltri ospite in televisione.

ROMA – Intervistato da La Zanzara, Vittorio Feltri, dopo la morte di Andrea Camilleri, non cambia idea sul commissario Montalbano (definito qualche giorno fa dal direttore di Libero come “un terrone che ha rotto i cog*****”): “Se mi sono pentito di quella frase? Ma no, non posso essermi pentito. Io scrissi un articolo molto favorevole a Camilleri. Anzi, un articolo elogiativo per le sue qualità letterarie. Alla fine scrissi che Montalbano mi sta sui coglioni. Ma questa cosa l’ha detta lo stesso Camilleri. Ha detto dopo il secondo libro su Montalbano: mi sono rotto i coglioni, ma siccome aveva successo sono andato avanti”.

Hai scritto che l’unica consolazione per la sua dipartita è che finalmente non vedremo più quel terrone di Montalbano… “E cosa c’è di strano? A non vedere più Montalbano tu ci soffri? Ogni volta che accendo la televisione o vedo Montalbano, o vedo il Papa, o vedo i cuochi, o vedo Salvini, o vedo Di Maio. Mi sono rotto i coglioni”. Per quell’articolo ti vogliono cacciare dall’Ordine dei Giornalisti… “Dire che Montalbano mi sta sulle balle è come dire che mi sta sulle balle Cappuccetto rosso. Non è riferito ad una persona in carne ed ossa, ma ad un personaggio. C’è stata una raccolta di firme per cacciarmi? Ho capito, ma la raccolta lascia il tempo che trova”. Dunque non sei pentito, nemmeno dopo la morte di Camilleri? “Assolutamente no, ma non capisco perché dovrei pentirmi. Mica ho detto che Camilleri è un cretino, anzi, Camilleri è un grande scrittore che si inserisce perfettamente nel filone della letteratura siciliana che è una letteratura di alto livello, e non è neanche il caso che faccia dei nomi, insomma. Basta pensare a Pirandello, Verga, Sciascia. Se poi Montalbano mi sta sulle palle, saranno fatti miei?”.

Fonte: La Zanzara.