Walter Siti: la televisione è roba da vecchi e casalinghe

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2015 7:33 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2015 20:05
Walter Siti: la televisione è roba da vecchi e casalinghe

Walter Siti nel 2013 vittorioso al premio Strega (LaPresse)

ROMA – La televisione è ormai roba da vecchi e casalinghe: a dirlo è Walter Siti, scrittore premio Strega, che è stato autore televisivo e si occupa di tv su La Stampa, con la rubrica Una finestra sul niente. Siti, nata a Modena il 20 maggio 1947, dopo essere stato per molto tempo un docente universitario, ha sfondato come scrittore. Ha vinto lo Strega nel 2013 con “Resistere non serve a niente”. Un libro che parla anche del mondo della tv, che viene da Siti tratteggiato più nel dettaglio in Troppi Paradisi, del 2006. Ecco cosa dice, intervistato da Goffredo Pistelli di Italia Oggi:

“No, non la voglio rivedere, ma non mi faccia dire troppe cazzate”: Walter Siti liquida simpaticamente l’offerta di rileggere l’intervista. […]
“Credo che la tv generalista abbia continuato a perdere terreno […] I politici appaiono mediamente convinti che questo mezzo entri nelle case della gente ma, senza dubbio, questa affermazione resta vera per le persone anziane che, comunque, non sono poche”.
I giovani la snobbano abbastanza la tv…
“Ah, non la considerano proprio, come elettrodomestico. Semmai vedono in streaming sui loro pc o i loro tablet i programmi che interessano loro. E spesso la guardano “dentro” i social, nel senso che usano Twitter e Facebook per interagire, anche quando seguono un programma e parlano di tv. La televisione è una cosa da anziani, da casalinghe”.

[…] “Mi sembra che sia chiaro a tutti di come le vacche grasse siano finite e non ci siano più soldi per le produzioni di un tempo. D’altronde gli ascolti, in valore assoluto, sono molto diminuiti”.
[…] Ma c’è una cosa in cui si possa dire che la televisione è ancora insostituibile?
“Senza dubbio l’informazione, quando ci sono stati i fatti di Parigi, con l’assalto a Charlie Hebdo, sono stato per ore incollato davanti al teleschermo per un pomeriggio intero”.