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Will & Grace, torna in tv la sit com gay friendly più caustica (e anti-Trump) che mai

Will&Grace, torna in tv la sit com gay friendly più caustica (e anti-Trump) che mai

Will&Grace, torna in tv la sit com gay friendly più caustica (e anti-Trump) che mai

NEW YOR – Will & Grace torna in tv. E fa subito satira politica. “Make America gay again”, si legge su un cappellino rosso appoggiato sulla sedia del Presidente Usa nel celeberrimo Studio ovale mentre scorrono i titoli di coda della scena finale della prima puntata della sitcom di culto. Una frase che fa il verso al “Make America great again” di Donald Trump, e che si avvicina invece alla gioisa “gaitudine” dei protagonisti maschili di quella che è la serie più gender e progressista degli Stati Uniti, che torna dopo 11 anni e riappare più tagliente che mai.

La serie, creata da David Kohan e Max Mutchnick e trasmessa negli Stati Uniti dalla NBC dal 1998 e al 2006, è ambientata a New York, nell’Upper West Side di Manhattan, e ruota attorno alle vicende dei due protagonisti principali: Will Truman, un avvocato gay, e la sua migliore amica Grace Adler, un’arredatrice d’interni etero. A loro si affiancano i co-protagonisti: Jack McFarland, ragazzo apertamente gay sempre alla ricerca di ‘avventure’, e Karen Walker, ricca, bizzarra, e fervente sostenitrice di Trump e del Trumpismo, che però la sit fa a pezzi dal primo minuto alla scena finale.

La prima puntata è andata in onda giovedì notte in Italia in contemporanea con gli Stati Uniti. Dopo 11 anni di assenza i fan di Will & Grace (51 premi, 16 Emmy Awards, 192 nomination, la serie più vista negli Usa dal 2001 al 2005) potranno rivedere nuovamente i loro beniamini – Erick McCormack (Will), Debra Messing (Grace), Sean Hayes (Jack) e Megan Mullally (Karen) – dal 13 ottobre prossimo, alle 21:15, su Joi, per 16 puntate. E altre 13 sono previste nel 2018.

La nona stagione parte con un punto fermo: “Un presidente che tormenta i pensieri di Will e Grace, rallegra quelli di Karen e lascia indifferente Jack”. Anche se saranno molti e diversi i temi sociali e di costume che faranno da sfondo alle battute dei 4 amici nel corso delle 16 puntate.

Nella prima puntata Will e Grace, per motivi diversi (lui ha scritto una lettera di protesta a un rappresentante del Congresso, gay e piacente, e insieme a Jack lo vuole andare a conoscere; lei ha preso l’appalto per rifare l’arredamento dello Studio ovale) si ritrovano alla Casa Bianca e devono fare i conti con i loro ideali ‘progressisti’. “Non posso farlo – dice a se stessa Grace – sarebbe ipocrita”. “Riarredare lo studio per questo Presidente – afferma in un altro momento Will – Tra un anno sarà da rifare”.

Un continuo di battute sarcastiche su Trump: ad un certo punto Grace prende una patatina, giallastra-arancione, e la confronta con i tendaggi della Stanza ovale per vedere se “si intona con il colore”. E ancora quando un’addetta, vedendo litigare Will e Grace nello Studio ovale dice: “Non ne posso più di vedere litigi fra marito e moglie qui dentro”.

Ma i colpi bassi non risparmiano nemmeno gli inquilini precedenti della Casa Bianca: “Guarda – dice Will a Jack durante un ricevimento – Quello è il punto dove Barack e Joe (Biden, ndR) si tenevano per mano parlando dei loro sogni”. Will & Grace, insomma, promette scintille come un tempo.

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