Airbnb come affittare la propria casa. Le 7 mosse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2015 11:34 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2015 11:34
Airbnb come affittare la propria casa. Le 7 mosse

Airbnb come affittare la propria casa. Le 7 mosse

LONDRA – Una semplice inserzione per poter mettere in affitto la propria casa o anche solo una stanza. Questa la funzione offerta da Airbnb, spiega Marta Serafini sul Corriere della Sera, che in appena 7 mosse mette in evidenza come il sito permetta di guadagnare e offra nuove opportunità di lavoro.

Tutto parte dell‘inserzione che viene pubblicata sulla piattaforma di Airbnb da cui l’utente potrà prenotare la sua sistemazione e pagare quanto dovuto. Nell’articolo del Corriere della Sera in semplici 7 mosse la Serafini spiega anche come la diffusione di Airbnb abbia portato alla creazione di nuovi profili e le tasse da pagare.

“1. Inserzione
Per mettere il proprio appartamento in affitto su Airbnb bisogna collegarsi alla piattaforma e seguire le istruzioni per la pubblicazione gratuita di un’inserzione. Ovviamente più servizi la casa ha e migliore è la posizione in città e maggiore sarà la possibilità di affittarla a prezzi vantaggiosi. Le tariffe e la durata dell’affitto vengono decise dall’host (chi affitta). Starà poi agli ospiti determinare il successo o meno dell’inserzione in base alla domanda e all’offerta e in base alle recensioni degli altri utenti.

Ovviamente fondamentali per la buona riuscita di un annuncio sono le fotografie dell’appartamento. Se ne possono caricare fino a 24 e ci si può avvalere di fotografi professionisti che il portale mette a disposizione.

2. Pagamento

Una volta che l’ospite conferma la sua prenotazione, l’host ha 24 ore per rispondere. Fino a quel momento non viene addebitato nessun costo sulla carta. Quando l’host risponde viene elaborato il pagamento e inviata una mail con la ricevuta. L’host deve rispettare degli standard di ospitalità (tra cui pulizia, fornire elettrodomestici funzionanti, la foto deve rispondere all’appartamento, ecc). Una volta che l’ospite ha fatto il check in entro 24 ore vengono addebitati i soldi all’host (via carta di credito, bonifico, paypal, assegno, western union, ecc).

Airbnb addebita agli host un costo del servizio del 3% per ogni prenotazione completata. Esempio: una prenotazione per 4 notti presso un annuncio con un prezzo per notte di 100€ e 50€ di spese di pulizia, i costi del servizio dell’host sono 14€. Viene applicata l’Iva. Agli ospiti vengono addebitati i costi del servizio che vanno dal 6 al 18 per cento. Anche in questo caso viene applicata l’Iva.

3. Danni
Ci sono stati casi di danni. Airbnb rimborsa danni fino a 700 mila euro. L’assicurazione non copre contanti e titoli, animali, responsabilità civile, le aree comuni e condivise. Alcuni tipi di oggetti come gioielli, oggetti da collezione e opere d’arte hanno una copertura limitata.

Gli host sono tenuti a rispettare la privacy dei loro ospiti, seguendo la legge vigente nel paese in cui si opera. E se installano sistemi di videosorveglianza per motivi di sicurezza devono avvisarli.

4. I professionisti di Airbnb
Per chi non ha voglia o tempo di seguire tutto l’iter dell’affitto, intorno ad Airbnb sono nate una serie di nuove professioni. Tra questi gli “host professionisti” che si occupano dell’ospitalità. In genere queste persone organizzano le pulizie e ricevono gli ospiti per conto dell’host, previo il pagamento di una percentuale della transazione totale.

Si tratta di professioni che non sono ancora normate. E avviene spesso che queste persone percepiscano delle “mance” più che dei veri e propri compensi.

5. Dove andare quando metti la casa su Airbnb
Affittare il proprio appartamento implica, soprattutto per i lunghi periodi, trovare un’altra sistemazione. Faccenda non sempre facile, soprattutto se si considerano periodi di alto afflusso come Expo per Milano.

Per soddisfare questa esigenza, negli Usa è nato un portale “Can I stay with you while I rent my place on Airbnb?” (posso stare da te mentre affitto casa mia su Airbnb?)

6. Guadagni, dalla stanza alla villa con piscina
Le tariffe di affitto su Airbnb sono determinate dall’offerta e dalla domanda. Non esistono dunque vincoli o tariffe predeterminate. Al momento per un affitto a Milano nel mese di maggio 2015 un monolocale si paga in media 100o euro. Le cifre ovviamente cambiano a seconda dell’appartamento e della posizione.

Su Airbnb sono presenti appartamenti e soluzione che vanno dalla più spartana a quella di lusso. Sempre nel mese di maggio è possibile trovare ville nei dintorni di Milano in affitto per cifre che viaggiano intorno ai 15 mila euro al mese e arrivano fino ai 36 mila.

7. Tasse
Capitolo spinoso per Airbnb sono le tasse. Gli albergatori infatti accusano la società di concorrenza sleale e di favorire l’evasione fiscale. Accusa che i fondatori di Airbnb rifiutano spiegando come loro invitino i loro utenti a rispettare le norme vigenti in ciascun paese. In pratica la sharing economy non è ancora normata nella maggior parte dei paesi, in particolar modo per gli affitti fai da te.

In Italia esiste una legge che permette la locazione turistica (la 431/98) per un massimo di un mese e che si stipula tramite una semplice scrittura privata. Questa legge prevede che entro i 30 giorni non vada applicata la cedolare secca sugli affitti e dunque sgrava il locatario da tasse aggiuntive. Da dicembre, in pratica Palazzo Marino, ha esteso questa legge anche a Milano. Affittare dunque per brevi periodi senza contratto è permesso senza tasse aggiuntive”.