Due presepi sul mare in Italia da visitare almeno una volta

Di Debora Bergaglio di www.buonviaggioitalia.it
Pubblicato il 10 Dicembre 2015 8:35 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2015 10:10

Di Debora Bergaglio di www.buonviaggioitalia.it

Chi non ha mai visitato, almeno una volta, un mercatino di Natale o un presepe artistico in una delle tante località turistiche italiane? Che ci siate andati di vostra spontanea volontà o trascinati da qualcuno, tutti voi siete stati spettatori di questo slancio di devozione popolare, condito da espressioni artistiche di vario genere. E magari, nonostante l’iniziale riluttanza, ne siete rimasti incantati. A me è capitato visitando due presepi, che mi sono rimasti nel cuore e che consiglio a tutti di vedere per la loro unicità e la poesia che sanno trasmettere, frutto di un lavoro attento, meticoloso, appassionato.

Si tratta di due grandi “installazioni”, potremmo anche definirle così, che hanno a che fare con il mare, e permettono non solo di immergersi nel fascino di una tradizione che dura da oltre 800 anni, da quel piccolo presepio di Greccio voluto da San Francesco, ma anche di vivere alcune tipiche località di mare in una stagione insolita, ma non per questo meno magica, anzi.

I due presepi che metto in cima alla mia lista di viaggio nelle tradizioni locali natalizie sono, quindi, due presepi di mare. Si tratta del “presepe luminoso di Manarola”, nelle favolose Cinque Terre, e il “presepe galleggiante di Cesenatico”. Se qualche blogger di viaggio sparso per il mondo non mi contraddice, penso di poter affermare che siano davvero unici al mondo, ed è per questo che meritano un viaggio.

Quello di Manarola, che nasce nel 1961, non è proprio sul mare, ma inerpicato su un costone roccioso, al di sopra della ben nota Via dell’amore. Uno spettacolo di luci che sembrano tanti fari messi lì per aiutare i naviganti ad orientarsi, magnifico da ammirare per chi arriva dal mare, ma anche per chi si avvicina a piedi, salendo dal borgo. Un luccichio di circa 15 mila lampadine che brillano formando anelli concentrici sulla sommità della collina delle Tre Croci, fra i vigneti ed il cielo. E man mano che la mia escursione verso il presepe mi porta più vicino, riesco a scorgere anche le 250 figure ad altezza naturale realizzate con materiale di recupero da Mario. Se questo presepe esiste e cresce da oltre cinquant’anni a questa parte è, infatti, merito di questo ex ferroviere in pensione, Mario Andreoli, che ogni anno, dall’8 Dicembre, giorno dell’inaugurazione, fino alla fine di Gennaio, si dedica anima e corpo al suo presepe luminoso.

Quello di Cesenatico, sulla Riviera Romagnola, è un presepe galleggiante allestito sulle barche del  Museo della Marineria lungo lo straordinario Canale Leonardesco, già incantevole a prescindere da questa installazione natalizia. Le imbarcazioni storiche con vele colorate tipiche dei borghi adriatici, con tinte che vanno dal rosso all’arancio, fanno da cornice alle cinquanta statue a grandezza naturale che popolano la flotta storica. Magnifico da visitare al calare della sera, quando le luci del cielo si riflettono su quelle del canale, intensificate anche dalle lucine artificiali sopra le imbarcazioni. Nato nel 1986 da un’idea di Guerrino Gardini, ha preso vita grazie alle opere scultoree degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori. Mentre lo ammiro passeggiando lungo il canale, rimango stupita nel riconoscere che, l’imbarcazione dove la scorsa estate ho fatto una bellissima escursione in mare, ora ospita la statua di San Giacomo Maggiore, patrono di Cesenatico e “protagonista” del Cammino di Santiago, che io stessa ho percorso non molto tempo fa. Oltre a lui riconosco anche San Francesco D’Assisi e poi tanti personaggi anonimi –  falegnami, burattinai, pescivendoli, donne con le piadine, bambini e musicisti – che raccontano, attraverso il presepe, anche la vita di un tipico borgo di pescatori dell’Adriatico.