GOLF: E’ UN FENOMENO IN CRESCITA, SARA’ VOLANO PER TURISMO

Pubblicato il 15 Giugno 2010 7:57 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2010 16:08

Il profilo dei golfisti appare sempre più delineato: alla ricerca di nuove destinazioni, hanno una propensione alla spesa superiore rispetto all’esborso del turista ordinario, e richiedono prodotti di alto livello. Rappresentano dunque un segmento in crescita del 10% annuo su scala mondiale e che, con un giro d’affari intorno ai 50 miliardi in Europa, si rivela particolarmente interessante per gli operatori del turismo.

Il golf può essere ormai considerato parte integrante dell’offerta turistica e per i territori l’investimento su questo segmento si rivela interessante anche perché è facile associare il golf ad altri prodotti. Secondo quanto sostenuto dall’International Association of Golf Tour Operators, il numero di turisti che scelgono le loro vacanze in base all’offerta golfistica è cresciuto e continuerà a crescere ed i campi da golf non devono più essere considerati delle oasi di benessere isolate dal contesto socio economico locale e riservate a pochi eletti, ma vanno ormai considerati delle opportunità per aumentare la qualità della propria offerta turistica e per accrescere l’indotto.

Anche l’Italia mostra particolare interesse verso questo segmento. Il ministero del Turismo ha varato di recente il primo disegno di legge che regolamenta la realizzazione di nuovi campi delineando un piano nazionale di sviluppo per il comparto: secondo gli ultimi dati della Federazione italiana golf attualmente in Italia vi sono 378 campi riconosciuti ed il numero dei tesserati è passato dai 63.534 del 2002 agli oltre 100.000 del 2009. Il fenomeno si è sviluppato soprattutto in quelle regioni che presentano una maggiore “attrattività” e dove il mix di golf, mare, natura, enogastronomia, arte e cultura può risultare vincente per lo sviluppo di una destinazione turistica.

Calabria (dove tra il 2004 e il 2008 il numero dei tesserati é cresciuto del 46,5% nonostante i campi da golf siano soltanto 2), Puglia (con un incremento del 75,6% tra 2004 e 2008) e soprattutto Sicilia (dove l’incremento 2004-2008 è stato addirittura del 123,1%) costituiscono l’esempio più importante.