Halloween, super hotel con spettro: a Roma, Firenze e Verona

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2018 13:54 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018 14:07
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Halloween, gli hotel infestati dai fantasmi in Italia: a Roma, Firenze e Verona

ROMA – La notte di Halloween è un appuntamento atteso da bambini e giovani, una festa che ormai viene celebrata in tutto il mondo. Ma anche un’occasione per passare la notte in un hotel “infestato dai fantasmi“. Ce ne sono alcuni in Italia popolati da leggende tutte da scoprire. Sono stati teatro di morti sospette o di episodi di follia. In alcuni chi ci ha dormito assicura di avere udito rumori inquietanti o di avere visto fantasmi. 

Ecco i tre hotel in Italia in cui mettere alla prova il tuo coraggio.

Il Castello della Castelluccia a Roma – Immerso nella campagna romana, l’hotel ha ospitato nel tempo potenti personaggi tra cui Papa Pio VII. Proprio quest’ultimo, durante importanti festeggiamenti, fece costruire un grosso pallone aerostatico che, rompendosi, andò a cadere sulla tomba di Nerone. Da allora, pare che l’imperatore si aggiri in preda alla collera nei dintorni del castello. Non solo. Pare che le stanze ricevano visite anche dal fantasma di un alchimista che si narra morì nella torre centrale del castello colpito da un fulmine.

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Hotel Burchianti a Firenze – In questo lussuoso hotel, solo due anni fa, è stato immortalato un fantasma. Gli ospiti pare abbiano avvistato non solo dei bambini che saltellavano tra una sala e l’altra, ma pure una donna seduta su una sedia intenta a lavorare a maglia, così come lo spettro di una donna delle pulizie. In quest’atmosfera spettrale, gli ospiti potranno ammirare gli affreschi autentici del XVI secolo raffigurati sulle pareti dell’hotel.  

Relais Castello Bevilacqua a Verona – Spiriti e fantasmi infesterebbero questo antico hotel. A dirlo sono le numerose indagini svolte da gruppi di ghosthunter locali effettuate anni fa. Situato nel cuore della pianura veronese, questo Relais è un autentico castello costruito nel XIV secolo da Guglielmo Bevilacqua. Nel 1848 fu messo a ferro e fuoco, liberando così le ceneri del Bevilacqua qui sepolte. Da quel giorno sembra che lo spirito del padrone di casa si aggiri tra le mura della fortezza per difenderla dagli estranei e che la sua voce sia udibile tra gli alberi del giardino pensile.