Rimini: operatori da 57 paesi alla Conferenza nazionale del Turismo, anche dalla Cina

Pubblicato il 30 Ottobre 2010 4:30 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2010 20:31

A una settimana dalla Conferenza Nazionale del Turismo, le aziende del comparto si sono ritrovate alla Fiera di Rimini per la 47/a edizione di TTG Incontri, la principale fiera internazionale del turismo b2b in Italia, e la 10/a edizione di TTI, il workshop per la vendita del prodotto Italia presenziato da 600 buyer, tour operator provenienti da 59 Paesi, e per la terza edizione dell’area tematica Bus&Turismo. Con piu’ di 35mila operatori di 57 paesi, il 70% dei visitatori costituito da agenti di viaggio, Rimini per tre giorni diventa la principale piazza affari del turismo, dove vengono presentate le nuove strategie, progetti, le tendenze della domanda.

Al salone anche il board Uftaa, la federazione internazionale delle agenzie di viaggio, con 80 presidenti delle federazioni nazionali in rappresentanza di 70.000 punti vendita nel mondo. ”Il mercato continua a credere in TTG Incontri e in TTI e anche nella nuova area tematica Bus&Turismo che quest’anno occupa 6000 mq – ha spiegato Paolo Audino, ad di TTG Italia – Cosi’ come in alcune delle novita’ come Meeting Time, appuntamento intermedio di BTC dedicato al congressuale, e all’ incontro Meet&Match che ha visto 220 seller e 400 buyer incontrarsi per definire gli appuntamenti da tenere in fiera. Poi e’ la prima volta di Repubblica Popolare Cinese e Arabia Saudita e del grande padiglione Discovery America. Tutto il mercato e’ qui ma devo sottolineare l’assenza dell’Enit, i cui problemi vanno affrontati in tempi rapidi e con efficacia perche’ il tallone d’Achille del turismo italiano e’ l’incoming. Maurizio Melucci, assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna, ha avuto parole di elogio per i risultati di TTG, ma anche di critica per le scelte del Governo: ”Il 2010 si sta ormai consolidando all’ombra della crisi internazionale da cui non siamo ancora usciti, e se non ci sara’ presto una ripresa dei consumi a pagarne il prezzo saranno inevitabilmente le imprese turistiche. Le risorse al settore sono inadeguate e per risolvere i problemi basterebbero i 100 milioni degli ultimi incentivi governativi.

Una carenza di attenzione testimoniata dai nove milioni tagliati all’Enit, commissariato da troppo tempo e ancora senza un orientamento operativo preciso quando invece il suo compito dovrebbe essere quello di fare in modo che l’Italia faccia sistema sui mercati esteri perche’, nonostante l’aumento della domanda internazionale, l’Italia sta perdendo quote di mercato e la sfida si vincera’ solo con i turisti stranieri.