TripAdvisor, Tar annulla multa da 500mila euro: “Mai detto recensioni sono vere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 9:26 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 9:26
TripAdvisor, Tar annulla multa da 500mila euro: "Mai detto recensioni sono vere"

TripAdvisor, Tar annulla multa da 500mila euro: “Mai detto recensioni sono vere”

ROMA – TripAdvisor non avrebbe mai assicurato la veridicità delle recensioni, ma invitato sempre gli utenti a valutare le tendenze e non i singoli commenti. Questa la motivazione della sentenza con cui il Tar del Lazio ha annullato la multa da 500mila euro contestata a TripAdvisor dall’Antitrust. Il portale web di viaggi che pubblica recensioni di utenti riguardo hotel, ristoranti e attrazioni turistiche, sottolinea i Tar, ha sempre ribadito “l’impossibilità di un controllo capillare, invitando a considerare le ‘tendenze’ delle recensioni e non i singoli apporti”.

In seguito ad alcune segnalazioni pervenute e da informazioni acquisite d’ufficio sul sito internet www.tripadvisor.it, l’Antitrust ritenne di aver riscontrato la diffusione di informazioni ingannevoli sulle recensioni presenti nel sito. All’esito sanzionò le due società, in solido, per complessivi 500mila euro. Per il Tar le ricorrenti

“hanno depositato in giudizio sufficienti elementi, desumibili da una perizia tecnica, da cui dedurre che esiste un approfondito sistema di controllo concentrato sulle sofisticazioni organizzate a scopo economico, le uniche in grado, in quanto organizzate, di influire sulla media del punteggio relativo alla singola struttura. Non si rileva alcun messaggio ingannevole, in quanto Tripadvisor esplicitamente nel sito evidenzia che non è in grado di verificare i fatti (e quindi la veridicità o meno) delle recensioni, che queste costituiscono mere opinioni degli utenti e che l’affidabilità del messaggio deriva dall’esame di un numero elevato di recensioni per la stessa struttura, e non essendo possibile verificare i fatti riconducibili ai milioni di recensioni, non si comprende quale nocumento per il consumatore abbia rilevato l’Autorità nelle sua valutazioni conclusive”.

L’effetto è la riunione dei due ricorsi proposti e l’annullamento del provvedimento sanzionatorio. Federalberghi ha commentato spiegando che la sentenza del Tar evidenzia un problema serio e ancora senza soluzione:

“La sentenza del Tar del Lazio sulle recensioni ingannevoli conferma l’esistenza di un serio problema, in relazione al quale Tripadvisor, all’ombra di una legislazione lacunosa, continua inspiegabilmente a rifiutarsi di apportare correttivi, che con un minimo sforzo migliorerebbero di molto l’affidabilità del “gufo”. Ne è prova l’ennesimo caso eclatante registrato pochi giorni fa, in cui un ristorante in provincia di Brescia, ma nei fatti inesistente, ha scalato le vette della classifica raggiungendo in un mese il primo posto grazie ad una decina di recensioni taroccate.

Questa vicenda ha tuttavia il merito di aver rivolto al pubblico un messaggio forte e chiaro: l’invito esplicito a non prendere per oro colato tutto ciò che circola in rete, che purtroppo viene spesso inquinato da furbetti e mascalzoni che si nascondono dietro lo schermo dell’anonimato”.

Federalberghi conferma la propria disponibilità a collaborare con tutti i siti che pubblicano recensioni, incluso Tripadvisor, con l’obiettivo di far sì che

“vengano pubblicate solamente vere opinioni, di vere persone, che raccontano una era vacanza”.