Turismo: con i bambini anche nei paesi “difficili”

Pubblicato il 16 Dicembre 2010 5:52 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 18:49

Viaggiare con bambini, anche piccoli, magari in Paesi lontani e difficili, si puo’: basta prendere le opportune precauzioni. Parola del ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, che essendo anche mamma di un bimbo piccolo si e’ posta il problema.

E ha concluso che per incoraggiare i genitori italiani, spesso troppo timorosi di portare i figlioletti in giro per il mondo, serve un manualetto che dia precise indicazioni su come procedere, prima, durante e dopo il viaggio. “Visitare Paesi lontani – ha spiegato Brambilla presentando, a Palazzo Chigi, il manuale “In viaggio con i bambini” – e’ un’occasione di crescita non solo per gli adulti ma anche per i bambini. Puo’ pero’ presentare dei rischi, soprattutto per i piu’ piccoli. Rischi che con questo libretto si possono ridurre al minimo, cosi’ le famiglie possono vivere la vacanza nella massima serenita’”. Non bisogna avere paura, ha insistito il ministro, occorre “trovare un equilibrio fra una esagerata disinvoltura e l’apprensione rinunciataria che inibisce i viaggi con i piu’ piccoli”. Il manuale, “che sara’ distribuito in tutta la filiera turistica” ma si puo’ anche scaricare dal portale italia.it, e’ diviso in quattro sezioni. La prima riguarda le vaccinazioni necessarie per viaggiare in alcuni Paesi, dall’epatite A alla febbre tifoide passando per l’encefalite giapponese, il colera, la rabbia e la tubercolosi.

Si passa poi alla valutazione dei rischi prima di mettersi in viaggio, che dipendono dal tipo di trasporto, da fattori ambientali (calore e umidita’, raggi ultravioletti, altitudine, attivita’ acquatiche, alimenti e bevande), dagli insetti e animali presenti nel Paese, da disturbi come la diarrea del viaggiatore o la malaria. C’e’ poi una sezione dedicata a cosa mettere in valigia, dai farmaci alle creme solari ai prodotti antizanzare. L’ultima sezione e’ dedicata a cosa fare al ritorno dal viaggio, a partire da una visita di controllo del pediatra perche’ alcune malattie come malaria o parassitosi intestinale possono presentarsi anche a distanza di tempo.

Una regola che vale, avverte il manuale, soprattutto per bambini affetti da patologie croniche, o che sono stati esposti a una malattia infettiva durante il viaggio o che hanno trascorso piu’ di tre mesi in un Paese in via di sviluppo. Il manuale, per il quale il Ministero si e’ avvalso della collaborazione di Gian Vincenzo Zuccotti e Luca Bernardo, direttori del Dipartimento materno-infantile rispettivamente dell’ospedale Luigi Sacco e del Fatebenefratelli di Milano, e’ “il primo di questo tipo – ha sottolineato il ministro – ed e’ rivolto non solo alle famiglie italiane ma anche a quelle immigrate che vivono da tempo in Italia”.