TURISMO: “VILLEGGIANDO” PROMUOVE IL RESTAURO DELLA CERTOSA DI VIGODARZER

Pubblicato il 16 Giugno 2010 8:00 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2010 15:56

Oltre settanta serate di musica, danza e teatro in altrettanti comuni padovani: è il cartellone di ‘Villeggiando’, la rassegna promossa sino ad ottobre dalla Provincia di Padova e giunta alla 15/a edizione. Invariata la formula che ha garantito il successo delle passate edizioni: spettacoli unici e di generi differenti si alterneranno sui vari palcoscenici per offrire al pubblico eventi adatti ai gusti più diversi. Settantadue appuntamenti che spaziano dal cabaret al teatro classico, dalla lirica alla danza, dal tango, al musical, alle commedie in dialetto.

‘Villeggiando’ conferma anche quest’anno la sua matrice regionale, facendo esibire musicisti, compagnie teatrali e di danza quasi esclusivamente di origine veneta. La rassegna vuole diventare soprattutto un modo per scoprire il ricco patrimonio culturale ed artistico della provincia di Padova, per vivere luoghi di interesse storico, per godere del fresco di un giardino, della bellezza di un castello o di una villa, del silenzio di una certosa o della vita di una piazza.

Non a caso, nell’ambito di questo progetto, è stato promosso il restauro della Certosa di Vigodarzere, con un grande concerto dell’Orchestra delle Venezie e il Coro Città di Padova, inserito proprio nel cartellone di ‘Villeggiando’. Il monastero fu consacrato nel 1560 e poi venne abbandonato nel 1768. Da quel momento iniziò il lento declino che vide la struttura ceduta a privati. Parti dell’edificio principale furono adattati a residenza di campagna dei marchesi Zugno, proprietari dal 1780.

Altre strutture furono trasformate in fattoria e magazzini agricoli, sistemandovi dei mezzadri. Un’intera ala fu demolita e, nel frattempo, non mancarono atti di vandalismo e profanazioni. Ma i danni maggiori vennero creati dai due eventi bellici. Nella prima guerra mondiale la certosa venne occupata e trasformata in una caserma di retrovia, mentre nella seconda fu usata inizialmente come polveriera e, successivamente, come luogo di raccolta e sistemazione per gli sfollati a seguito dei bombardamenti di Padova.

Attualmente l’intero complesso è di proprietà privata, i conti Passi, ed in parte utilizzato come casa contadina. La struttura è notevole dal punto di vista dell’architettura monastica cinquecentesca, come pregevole è la collocazione ambientale ancor oggi parzialmente conservata e di sicuro fascino.