Antonio De Marco lascia la caserma dopo l’interrogatorio: la folla lo insulta VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Settembre 2020 14:56 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2020 14:58
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Antonio De Marco lascia la caserma dopo l’interrogatorio: la folla lo insulta

Lecce, il presunto assassino dei due fidanzati Eleonora Manta e Daniele De Santis è  lo studente di 21 anni Antonio De Marco. 

Antonio De Marco viene insultato dalla folla. Il ragazzo,nella notte ha confessato davanti al procuratore di Lecce Leonardo Leone De Castris, di aver ucciso Eleonora Manta e Daniele De Santis.

L’interrogatorio è avvenuto nella caserma dei Carabinieri. Al termine dell’interrogatorio è stato portato in carcere. 

Eleonora e Daniele uccisi perché “troppo felici”

“Si, sono stato io”. Antonio De Marco ha confessato di essere stato lui ad uccidere Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta. Il suo arresto è avvenuto la sera di ieri, lunedì 28 settembre.

La confessione è avvenuta nella notte davanti al procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris che lo ha interrogato nella caserma dei Carabinieri.

“Ho fatto una cavolata  – ha dichiarato –  so di aver sbagliato. Li ho uccisi perché erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia” .

Sarebbero queste le parole con le quali Antonio De Marco avrebbe motivato agli investigatori l’assassinio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta.

Lo stesso comandante provinciale dell’arma dei carabinieri Paolo Dembech ha escluso il movente passionale “che al momento non si evidenzia”.

Il comandante ha spiegato ai giornalisti che le ragioni andavano a ricercarsi nel periodo di convivenza con la coppia.

La loro felicità potrebbe avrebbe avere infastidito il presunto omicida, che è un ragazzo “introverso, chiuso, con poche amicizie”.

“Azione realizzata con spietatezza e assenza sentimento pietà”

“L’azione è stata realizzata con spietatezza e totale assenza di ogni sentimento di pietà verso il prossimo“.

E’ quanto si legge nel provvedimento di fermo nei confronti di De Marco. 

“Nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi urlate dalle vittime l’indagato proseguiva nell’azione meticolosamente programmata inseguendole per casa, raggiungendole all’esterno senza mai fermarsi”.

“La condotta criminosa, estrinsecatasi nell’inflizione di un notevole numero di colpi inferti anche in parti non vitali (il volto di De Santis) e quindi non necessari per la consumazione del reato, appare sintomatico di un’indole particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario”. 

Nei foglietti manoscritti persi durante la fuga dall’assassino di Eleonora Manta e Daniele De Santis è “descritto con inquietante meticolosità il cronoprogramma dei lavori ‘ ( ‘pulizia.. acqua bollente … candeggina.. soda .. ecc. ).

La premeditazione del delitto risusulta comprovata dai numerosi oggetti rinvenuti sul luogo del delitto (abitazione delle vittime e piazzale condominiale ) in particolare il cappuccio ricavato da un paio di calze di nylon da donna.

E ancora le striscette stringi tubi e appunto i cinque foglietti manoscritti n cuiera anche descritta la mappa con il percorso da seguire per evitare le telecamere”.  

Potrebbe essere stata la vendetta il possibile movente del duplice omicidio dei fidanzati di Lecce. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, il 21 enne aveva vissuto per quasi un anno in affitto in una delle stanze dell’appartamento dove successivamente i due giovani avevano deciso di andare a vivere insieme.

Per almeno due mesi De Marco ed Eleonora Manca sarebbero stati coinquilini perché la ragazza si appoggiava nell’altra stanza dell’appartamento.

La convivenza tra i due, però, non sarebbe stata facile. Daniele De Santis aveva quindi deciso di non rinnovare il contratto al giovane e di tenere l’appartamento per sé e la fidanzata (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).