Bari, protesta familiari detenuti dopo provvedimenti anti-coronavirus: “Trattati come bestie” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2020 12:28
familiari detenuti bari

Bari, protesta familiari detenuti dopo provvedimenti anti-coronavirus: “Trattati come bestie”

BARI – “Ogni giorno chiamiamo il carcere e non ci rispondono. E’ una settimana che chiamo e non rispondono mai, siamo trattati come bestie”. A parlare sono alcune mogli di carcerati che raccontano la tensione che si vive davanti al carcere di Bari. I familiari dei detenuti si sono riuniti per chiedere chiarezza sull e condizioni dei loro cari, in seguito al dilagare dell’emergenza coronavirus e alla decisione di annullare i colloqui tra detenuti familiari.

Uspp:  Bonafede si dimetta”. 

“In un momento come questo resta solo un modo per ridare dignità al sistema penitenziario e a quello della giustizia tenuto conto che sia il vertice amministrativo sia il vertice politico si stanno rilevando inadeguati a fronteggiare le criticità e le emergenze più volte segnalate dall’Uspp anche unitariamente alla maggioranza delle altre sigle maggiormente rappresentative della categoria, ovvero chiedere a Conte di avvicendare sia il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sia il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini”.

E’ quanto chiede, in una nota, Giuseppe Moretti, presidente dell’USPP, che interviene sulle rivolte scoppiate tra ieri e l’altro ieri in diverse carceri d’Italia. Per il rappresentante dell’USPP, “solo con un cambio immediato del vertice politico e amministrativo si potrà sperare di avviare un virtuoso percorso di stabilizzazione del sistema penitenziario, affinché sia pronto ad affrontare sfide come quella che vede tutti impegnati nel superamento della attuale emergenza coronavirus, solo l’ultima delle enormi criticità che ogni giorno la Polizia Penitenziaria affronta con mezzi e uomini ridotti all’osso”.

“Ringraziamo il Ministro Bonafede per le parole di elogio nei confronti degli agenti di Polizia Penitenziaria che hanno gestito le proteste – aggiunge – (…) che in più occasioni hanno messo a repentaglio la vita degli agenti, ma la situazione resta ancora difficile nell’istituto di Modena dove si conterebbero anche feriti e, come riferito dalle agenzie, anche morti con la situazione che permane in stallo, mentre altri focolai di protesta aleggiano in molte altre sedi penitenziarie tra cui, da quanto appreso, Bari, Foggia, Pavia, Regina Coeli e ancora Firenze, Genova Marassi ed altre che via via si aggiungono in questi minuti”.

“Il motivo della protesta – prosegue Moretti – che riguarderebbe il problema della sospensione dei colloqui adottato per contenere il rischio di contagio dal COVID 19, una misura giusta che tuttavia avrebbe dovuto svolgersi con carattere di gradualità e accompagnata da una preventiva e opportuna informazione alla popolazione detenuta per il tramite dei vertici delle strutture penitenziarie, si sta rivelando invece un pretesto per richiedere un’amnistia e un indulto che sarebbe un’altra sconfitta per la giustizia e i familiari delle vittime dei reati”.

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev