Catalogna: scontri indipendentisti polizia, 41 feriti. Tre arresti a Madrid VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Ottobre 2019 15:04 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2019 15:07
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Catalogna, 41 feriti negli scontri

ROMA – Almeno 41 persone sono rimaste ferite negli scontri nella notte tra il 16 e 17 ottobre in Catalogna, di cui 28 a Barcellona e 5 a Girona. meno rispetto alla notte prima, in cui si sono registrati 80 feriti tra cui 46 poliziotti.

Lo riferiscono i media spagnoli citando i servizi medici d’emergenza. Tre persone sono invece state arrestate a Madrid, dove si è svolta una manifestazione di solidarietà con i leader catalani condannati alla quale hanno partecipato 500 persone.  

Oriol Junqueras, ex numero due del governo della Catalogna e fra i leader indipendentisti condannati per il tentativo di secessione nel 2017, nella giornata di mercoledì 16 ottobre ha lanciato intanto un appello via Twitter: “Dobbiamo restare mobilitati ma respingendo la violenza da qualunque parte essa provenga”, ha scritto sul suo profilo. Con lui, sempre su Twitter, anche Carles Puigdemont: “Non abbiamo bisogno della violenza per vincere, è lo Stato che ne ha bisogno per sconfiggerci. Mobilitazione e non violenza”, ha scritto l’ex presidente della Catalogna, fuggito in Belgio dopo il tentativo di secessione dalla Spagna nel 2017 e ora destinatario di un mandato d’arresto internazionale con le accuse di sedizione e appropriazione indebita, le stesse che hanno portato alla condanna gli altri leader.

“Non ci sono giustificazioni per bruciare le auto né per qualsiasi atto di vandalismo. La protesta deve sempre essere pacifica”, ha detto poi il presidente del governo catalano Quim Torra sempre mercoledì 16 ottobre. “Non possiamo permettere che un gruppo di infiltrati danneggino l’immagine dell’indipendentismo”, ha aggiunto attribuendo la responsabilità delle violenze a gruppi estranei.

In precedenza, dalla Moncloa, il premier Sanchez aveva invitato il governo della Generalitat della Catalogna a “condannare con forza ogni atto di violenza”, sottolineando che il governo centrale avrebbe risposto con “fermezza, calma e unità” alle violenze, per le quali accusa “gruppi organizzati di estremisti”.

Lunedì scorso, la Corte suprema spagnola ha condannato 9 leader indipendentisti per il reato di sedizione a pene fra i 9 e i 13 anni di carcere. Tra questi, Junqueras (con la sentenza più pesante a 13 anni), la ex speaker del Parlamento catalano Carmen Forcadell, Jordi Sanchez, Jordi Cuixart, gli ex ministri Dolors Bassa, Joaquim Forn, Raul Romeva, Jordi Turull e Josep Rull. Gli altri tre imputati, a piede libero, Carles Mundó, Meritxell Borras e Santi Vila, sono stati condannati a delle ammende per il solo reato di disobbedienza. A nessuno è stato riconosciuto il reato più grave di ribellione, per il quale l’accusa aveva chiesto 25 anni.

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev