Coronavirus, Donald Trump: “In caso di seconda ondata non chiuderò gli Usa” VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 22 Maggio 2020 16:20 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2020 16:25
foto donald trump

Coronavirus, Donald Trump: “In caso di seconda ondata non chiuderò gli Usa” (foto Ansa)

ROMA – “Stiamo per spegnere gli incendi, non chiuderemo il Paese, spegneremo il fuoco. Che si tratti di una brace o di una fiamma, la spegneremo”. E ancora: “Il nostro Paese non è fatto per lockdown permanente.”

Con queste parole Donald Trump ha annunciato durante la sua visita alla Ford di non voler chiudere per una seconda volta gli Stati Uniti anche nel caso in cui il Paese si trovasse a dover fronteggiare una seconda ondata di casi di coronavirus.

Le dichiarazioni del presidente Usa sono arrivate mentre i cinquanta Stati hanno allentato il lockdown, con una accelerazione in quelli a guida repubblicana e un atteggiamento più cauto in quelli democratici. Le sue parole sono anche molto probabilmente frutto dei risultati di un sondaggio che lo vede otto punti sotto lo sfidante democratico Joe Biden.

Funzionari della sanità pubblica hanno intanto avvertito che allentare troppo rapidamente le misure potrebbe portare a una seconda ondata di casi legati al coronavirus in autunno e in inverno.  

Il presidente Donald Trump, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ha annunciato che ordinerà bandiere a mezz’asta sugli edifici federali e i monumenti nazionali nei prossimi tre giorni per onorare la memoria delle vittime del coronavirus, che negli Usa hanno superato la soglia dei 94 mila. I leader democratici, al Congresso gli avevano formulato questa richiesta per quando il numero dei morti raggiungerà quota 100 mila.

Donald Trump continua intanto a sfidare tutti sul tema Covid-19. Proprio durante la sua visita alla Ford di Detroit in cui ha parlato del lockdown, il presidente è apparso senza mascherina, sfidando così l’attorney general dello Stato Dana Nessel che gli aveva chiesto di attenersi alle leggi dello Stato e alla politica dell’azienda per tutelare la salute dei lavoratori, ricordandogli la sua “responsabilità non solo legale ma anche sociale e morale di prendere ragionevoli precauzioni per prevenire la diffusione del virus”.

 “Non è necessaria, sono stato testato oggi”, ha spiegato ai giornalisti che lo incalzavano su questo tema.

“Prima di entrare qui l’ho indossata nell’area riservata, ma non volevo dare alla stampa la soddisfazione di vedermi”, ha aggiunto.

Non ci sono tuttavia immagini che lo documentano. Tutte le persone che lo accompagnavano, compresi i vertici aziendali, avevano la mascherina addosso. L’impianto è stato riconvertito per produrre ventilatori polmonari per i malati di covid-19 (fonte: Agi, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).