Coronavirus, Iss: “Nei rifiuti tempo sopravvivenza non è noto” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 21:21 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 21:22
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Coronavirus, Iss: “Nei rifiuti tempo sopravvivenza non è noto”

ROMA – Al momento non è noto il tempo di sopravvivenza in un rifiuto domestico o urbano dei coronavirus in generale, e del virus Sars-CoV-2 in particolare, ma sussiste una elevata percezione del rischio da parte della popolazione italiana e anche tra gli operatori coinvolti nella raccolta dei rifiuti urbani”.

Lo ha affermato il presidente del’istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Brusaferro ha parlato anche del sole e dei disinfettanti spiegando che il virus SarsCov2 “appartiene a una famiglia di virus particolarmente sensibile alla luce del sole, ed anche ai disinfettanti come il cloro”.

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, in audizione alla commissione Ecomafie, ha sottolineato come “una corretta igiene o una disinfezione anche non particolarmente intensa, consente dunque di poter inattivare il virus”.

“Sappiamo – ha spiegato Brusaferro – che il virus sopravvive da pochi minuti a qualche giorno ma dipende dal contesto in cui si trova. In zone in assenza di sole e in presenza di materiale biologico, ad esempio, il virus vive più a lungo, dove è più esposto o in zone sanificate la sopravvivenza è molto bassa. Questo è decisivo anche per la gestione dei rifiuti”.

All’Istituto superiore di sanità, ha sottolineato, è attivo un apposito gruppo di lavoro “per capire quanto i rifiuti possano rappresentare un veicolo di trasmissione e diffusione del virus”.

Per i rifiuti come mascherine e guanti, laddove siano presenti impianti di termodistruzione, “dovrà essere privilegiato l’incenerimento senza alcun pretrattamento o ulteriore selezione” ha detto ancora Silvio Brusaferro in audizione alla commissione Ecomafie.

Qualora non sia possibile procedere in tal senso, ha precisato Brusaferro nella sua relazione, “i rifiuti dovranno essere conferiti: in impianti di trattamento purché sia sempre evitata la selezione manuale di tali rifiuti; in impianti di sterilizzazione o in discarica, senza pretrattamenti, confinando i rifiuti e riducendone il più possibile la movimentazione in discarica con apporto di materiale di copertura per evitare dispersione” (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).