Migranti, Salvini: “Alla Cei rispondo che in Italia non c’è posto per tutti” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2019 16:41 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 16:48
salvini cei migranti

SAlvini risponde alla Cei sui migranti

ROMA – Matteo Salvini torna sulla questione dei migranti durante una diretta Facebook dall’aeroporto di Genova. L’ex vicepremier risponde alla Cei che parla di accoglienza dei migranti spiegando che in Italia non c’è posto per tutti: “Settembre 2019, gli sbarchi sono aumentati del 50 per cento rispetto stesso mese dell’anno scorso”. Secondo Salvini (il riferimento è ai recenti accordi di Malta ndr), in cambio “ha ricevuto un pernacchione. Gli italiani non sono fessi e stanno toccando con mano la politica dell’avanti, c’è posto per tutti”.

Il leader della Lega parla poi della Cei: “Oggi ho visto, e rispondo con rispetto, che uno dei capi della Cei ha detto apriamo i porti in italia c’è posto per tutti. In Italia però ci sono milioni di italiani con problemi di casa, lavoro, scuola e ospedali. Tra loro ci sono anche decine di immigrati regolari e per bene che hanno i documenti a posto e che hanno questi problemi: casa, lavoro, scuola e ospedali”.

Cei: “Le chiusure ai migranti consolidano ingiustizie ed egoismi” 

Dobbiamo “ricordare” che “la dignità che rende intangibile ogni vita umana significa anche non arrendersi alla cultura del ‘prima noi e poi gli altri’: quando l’altro è persona bisognosa, priva di ogni opportunità, le nostre chiusure consolidano ingiustizie ed egoismi”. A dirlo è il vice presidente della Cei, mons. Mario Meini, nella sua introduzione ai lavori del Consiglio episcopale permanente.

Il vescovo di Fiesole ha proseguito: “Così, la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che celebreremo domenica prossima costituisce un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza umana e, più in generale, dell’umanità di tutti (dal Messaggio del Papa); pertanto, ci mette in guardia dalla scorciatoia che vorrebbe ricondurre al fenomeno migratorio le paure e le insicurezze di un malessere civile, che in realtà muove da cause ben più profonde”.

Meini ha poi aggiunto: “Lo stesso evento che abbiamo promosso a Bari per il prossimo febbraio punta a costruire del Mediterraneo una diversa narrazione; lo faremo a partire dalla disponibilità a metterci in ascolto delle diverse esperienze, sensibilità e prospettive che animano le Chiese, che si affacciano sul bacino del Mare Nostrum”.

Fonte: Huffington Post, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev