Philippe Daverio morto a 70 anni. Nel 2015 diceva: “L’Italia fa di tutto per essere brutta” VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 2 Settembre 2020 11:38 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2020 11:40
Philippe Daverio morto a 70 anni. Nel 2015 diceva: "L'Italia fa di tutto per essere brutta"

Philippe Daverio (nella foto Ansa) morto a 70 anni. Nel 2015 diceva: “L’Italia fa di tutto per essere brutta”

È morto Philippe Daverio, il critico d’arte aveva 70 anni. Storico dell’arte e divulgatore, è stato assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Philippe Daverio, il critico d’arte è morto questa notte  all’istituto dei Tilano. Era malato da tempo e non aveva mai raccontato della sua malattia.

Nel video che segue, il critico  ad un evento del 2015 a Udine. Daverio parlava dell’Italia dicendo che ” l’Italia fa di tutto per essere brutta con il disimpegno quotidiano”.

Chi era Philippe Daverio, l’intellettuale cosmopolita

Un intellettuale cosmopolita. Philippe Daverio, scomparso questa notte all’Istituto dei Tumori di Milano, era nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia. Dal

1961 al 1967 ha frequentato il Liceo scientifico francese, per poi arrivare in Italia per gli studi universitari. Si iscrive al corso di laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano.

Qui ha inizio la sua lunga attività legate all’arte.

Inaugura tre gallerie: la prima, la “Galleria Philippe Daverio”, nasce nel 1975 a Milano in Via Montenapoleone, è dedicata all’arte italiana del XX secolo.

Nel 1986, invece, sbarca in America: vede la luce, infatti, la “Philippe Daverio Gallery” a New York, anch’essa rivolta all’arte del XX secolo. Tre anni dopo apre una seconda galleria a Milano, in corso Italia, con uno spazio dedicato all’arte contemporanea.

Nel 1993 decide anche di misurarsi con la politica.

Daverio, infatti, è per quattro anni assessore alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e Relazioni Internazionali della giunta Formentini. Tra le varie mansioni svolte in quel periodo, si è occupato della ricostruzione del Padiglione d’Arte Contemporanea, distrutto a seguito dell’esplosione della bomba in via Palestro, il 27 luglio 1993.

Si è sempre definito uno storico dell’arte 

Philippe Daverio si è sempre definito uno storico dell’arte.

Il grande pubblico lo ha conosciuto nel 1999 come inviato della trasmissione Art’è su Raitre. L’anno dopo è stato autore e conduttore della trasmissione Art.tù, poi dal 2002 al 2012 autore e conduttore di Passepartout, programma d’arte e cultura divenuto

Il Capitale, e del programma del 2011 Emporio Daverio per RAI 5. Come gallerista ed editore ha pubblicato una cinquantina di titoli.

Diverse anche le sue pubblicazioni scientifiche e quelle divulgative.

Daverio ha svolto attività di docente in diverse università. Ad esempio è stato incaricato di un corso di Storia dell’arte presso lo Iulm di Milano, laurea in Comunicazione e gestione dei mercati dell’arte e della cultura; ha svolto diversi corsi di Storia del design presso il Politecnico di Milano, e dal 2006 è professore ordinario di Disegno Industriale presso l’Università degli Studi di Palermo.

Nel 2013 ha ricevuto dal presidente della Repubblica, il Cavalierato delle Arti e delle Lettere e la Medaglia d’Oro di benemerenza del Ministro per i Beni Culturali; sempre nel 2013 è stato insignito dal presidente della Repubblica francese della Légion d’Honneur.

Nel settembre 2014 è diventato direttore artistico del Grande Museo del Duomo di Milano, e dal 2015 membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense (fonte: Agi, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).