Salvini in piazza coi ristoratori. Ma viene contestato: “Buffone, vai via” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2020 9:15 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2020 9:15
Matteo Salvini in piazza coi ristoratori. Ma viene contestato: "Buffone, vai via" VIDEO

Salvini in piazza coi ristoratori. Ma viene contestato: “Buffone, vai via” (Foto da video)

Salvini va alla manifestazione dei ristoratori a Roma, ma questa volta la piazza lo contesta. E qualcuno urla “Buffone”…

Matteo Salvini contestato alla manifestazione dei ristoratori a Roma. Gli esercenti stavano protestando al Pantheon contro le restrizioni del nuovo Dpcm (su tutte, la chiusura alle 18). Il leader della Lega, come spesso capita, si è unito alla protesta, assicurando il proprio sostegno e le solite frasi di circostanza.

Ma gli organizzatori lo hanno accusato di voler “mettere il cappello” sulla protesta. E qualcuno, come testimoniato da un video pubblicato dal Fatto Quotidiano, ha urlato anche “Buffone, vai via”.

Salvini contestato dai ristoratori in piazza a Roma

Secondo la cronaca pubblicata dal Fatto, la contestazione a Salvini sarebbe cominciata proprio mentre parlava:

prima qualche fischio, poi dalla folla dei ristoratori parte il coro “Buffone, buffone, vattene”. E lui,dopo solo un quarto d’ora , non può che lasciare la piazza per evitare la contestazione. “Noi non avevamo invitato Salvini –spiega il presidente di Fipe Roma, Sergio Paolantoni – siamo apolitici, nessuno ci doveva mettere il cappello”.

Il discorso di Salvini

“Ci sono un milione e mezzo di posti di lavoro a rischio, con 5 miliardi (previsti come indennizzi dal decreto Ristori) dai la mancia e poi la gente che c’è qui in piazza non chiede il ristoro, chiede di poter lavorare. Non è gente che chiede l’elemosina, vorrebbero fare il loro lavoro”.

I ristoratori “hanno speso soldi, hanno tenuto il personale e non si meritavano di essere chiusi dalla sera alla mattina – ha continuato – Se a un ristorante togli la cena, un terzo di loro non apre neanche a pranzo e con lo smart working è difficile che uno possa pagare le spese solo con gli incassi del pranzo. Quindi è una serrata inutile, anche perché tutti rispettavano le norme tranne qualche disgraziato. Quindi hanno tutto il mio appoggio”

Le rivendicazioni dei ristoratori

“Questo decreto parla di ristori a fondo perduto, di interventi con il credito di imposta sugli affitti, della cancellazione della seconda rata dell’Imu e di cassa integrazione. Sono misure che accogliamo con interesse ma il primo obiettivo delle aziende è quello di lavorare, non di vivere di sussidi”. Lo dice il vice direttore generale e direttore Ufficio Studi Fipe, Luciano Sbraga, aggiungendo di non aver “ancora visto la parte importante del decreto, che è nell’allegato” a un evento digitale di Assobirra.

Sbraga si collega dalla manifestazione di piazza del Pantheon contro la chiusura dei punti di ristoro. “C’è stata questa bella manifestazione, tranquilla, pacifica, silenziosa. Abbiamo messo a terra le tovaglie apparecchiate per dire che le aziende sono in un momento particolarmente complicato e difficile con 27 miliardi di ricavi che non saranno nelle casse della filiera”, racconta Sbraga. “Noi abbiamo tutti una responsabilità – agigunge – che non è salvare il ristorante o il bar ma salvare un pezzo importante del valore materiale e immateriale dell’Italia, che oggi è messo a dura prova” (Fonti: Ansa, Il Fatto Quotidiano, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)