Spacex, esplosione razzo Sn11: quarto tentativo fallito per la società Starship di Elon Musk VIDEO

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 31 Marzo 2021 8:36 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2021 8:36
Spacex, esplosione razzo Sn11: quarto tentativo fallito per la società Starship di Elon Musk VIDEO

Spacex, esplosione razzo Sn11: quarto tentativo fallito per la società Starship di Elon Musk (Foto da video)

Esplosione del razzo Sn11 di SpaceX. Il razzo si è schiantato al suolo dopo il decollo. Si tratta del quarto tentativo fallito per la società Starship di Elon Musk.

Spacex, esplosione razzo Sn11: si schianta al suolo dopo il decollo

Il fallimento di Sn11 è stato confermato su Twitter dallo stesso patron di Tesla: “Almeno il cratere è nel posto giusto!”. Perlomeno non ha perso l’ironia. Si tratta del quarto test fallito per la società. Il razzo SN11 era stato lanciato da un sito nel Sud del Texas.

Starship SN10, esplosione a inizio marzo

Lo Starship SN 10 era esploso a inizio marzo. Questo tipo di veicolo è stato scelto da Elon Musk per andare un giorno su Marte.

Dopo la partenza verso il cielo, il progressivo spegnimento dei tre motori, e la crociera, il razzo ha raggiunto i 10 chilometri di quota, prima di iniziare la sua discesa. Per poi atterrare esattamente dove previsto prima dell’esplosione. Altri due prototipi (SN8 e SN9) si erano schiantati in atterraggio nel dicembre 2020 e nello scorso febbraio.

96 mini satelliti per internet lanciati nello spazio

Intanto sono stati lanciati in orbita 96 mini-satelliti per l’internet globale. 60 fanno parte della costellazione Starlink della SpaceX di Elon Musk. Invece 36 fanno parte della costellazione OneWeb, di OneWeb e Airbus Defence & Space.

Entrambi i tipi di satellite sono progettati per l’orbita bassa terrestre, si trovano cioè a circa 550 chilometri di quota. Il loro scopo è portare internet nelle aree più remote del Pianeta. Con questo lancio il numero di satelliti della SpaceX in orbita ha superato 1.300 unità, mentre quelli di OneWeb sono adesso 146.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev