Venezia, acqua alta: per le strade della città si va in barca VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Novembre 2019 18:49 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2019 18:51
venezia in barca nelle strade della citta

Venezia, in barca per le stade della città

VENEZIA – La marea a Venezia ha raggiunto il previsto picco di 154 cm alle 11,26 alla Punta della Salute. Soltanto l’Actv, la società di trasporto pubblico, presenta un conto approssimativo sui 15-20 milioni di euro per vaporetti danneggiati, approdi semi-distrutti e altro
Il sindaco, Luigi Brugnaro, nella nuova emergenza ha deciso la chiusura di Piazza San Marco. Chiuse anche la Basilica e Palazzo Ducale. Anche le scuole non hanno aperto. “Aqua granda” era già venuta martedì 12 novembre con 187 centimetri, il secondo livello della storia dopo il 1966. E mentre una nuova perturbazione è in arrivo per la sabato sera di 16 novembre, un video mostra che per le vie della città si va in barca. 

Venezia, la marea porta via legni gondole, appello per trovarli

Un’altra conseguenza di quello che sta accadendo a Venezia è il fatto che la marea ha portato via alcuni legni preziosissimi delle gondole. Si tratta di tavole di olmo, ciliegio, tiglio, mogano, larice, strappate dalla furia dell’acqua e del vento e finite in canale, sulle fondamenta e persino sui ponti. Il fatto è accaduto la notte della “grande acqua” del 12 novembre scorso allo Squero di San Trovaso, la storica “officina delle gondole” nel sestiere di Dorsoduro. Per cercare di recuperare almeno una parte del prezioso legname è partito un appello via social con la richiesta di segnalarne la presenza agli ‘squerarioli’. E qualcuna è stata ritrovata.

“Sono sparite come stuzzicadenti”, racconta all’Ansa Alberto Della Toffola, figlio del titolare, che con altre tre persone porta avanti l’antica arte della gondola. “Erano assi molto grandi – ha proseguito – da 4 a 6 metri, spesse da 3 a 8 centimetri, stagionate e quindi difficili da trovare. Ci servono per costruire e riparare le barche, e ne abbiamo perse una trentina”.

Alberto quella notte era da solo all’interno dello squero: “Sono arrivato poco prima della tempesta, ho visto ‘partire’ le assi e ho cercato di salvarne qualcuna ma è stato quasi subito impossibile. Ne ho fermata qualcuna delle più grandi poi mi sono dovuto chiuder dentro”. Tante le telefonate di avvistamento, e Alberto si è messo a caccia del legno disperso: oggi ha riportato a casa sei assi: “Sono finite alla Salute, sul Canal Grande, addirittura sopra un ponte. Oggi sono andato a prenderne una grande, l’ho dovuta trainare di peso perché in barca non ci stava” Oltre alla perdita del legname, la mareggiata ha danneggiato una gondola che era in costruzione, mentre altre sono in manutenzione. Fino a ieri lo squero era inagibile, oggi che ha riaperto ha accolto due gondole che l’acqua alta ha ‘bucato’ e fessurato: “Di solito non le prendiamo – ha concluso Della Toffola – ma le abbiamo accettate lo stesso, vista la situazione”. 

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev