Vladimir Luxuria al Roma Pride: “Salvini, lascia le divise ai Village People” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2019 20:26 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2019 20:26
Vladimir Luxuria al Roma Pride 2019: "Salvini, lascia le divise ai Village People" VIDEO

Vladimir Luxuria al Roma Pride: “Salvini, lascia le divise ai Village People” VIDEO

ROMA – Vladimir Luxuria prende in giro Matteo Salvini, durante il Roma Pride dell’8 giugno: l’ex parlamentare ha ironizzato sulla tendenza di Salvini a indossare le divise delle forze dell’ordine, ricordando che uno dei gruppi icona del movimento Lgbt sono i Village People, che tra i propri costumi indossavano anche quello dei poliziotti.

Ecco le parole esatte di Vladimir Luxuria: “Io penso che Salvini debba smetterla di imitare la nostra icona dei Village People. Perché se c’è qualcuno che ha diritto di indossare quelle divise meravigliose erano i Village People. Salvini non indossare le divise, lascia i Village People a noi”. E poi intona Ymca, seguita a ruota dalla folla circostante.

“C’è la volontà di cancellarci” dice senza mezzi termini il presidente delle Famiglie arcobaleno Gianfranco Goretti, prima del via al 25mo Roma Pride, il più partecipato dei cinque cortei- ci sono anche Trieste, Ancona, Messina e Pavia – organizzati questo pomeriggio in Italia.

“Siamo 700 mila – fa sapere il portavoce romano Sebastiano Secci – i tempi sono sempre più scuri. Un ministro della Lega ha detto che le famiglie arcobaleno non esistono, Di Maio che la famiglia è fatta solo da un padre e una madre. Oggi con il nostro arcobaleno argineremo queste istanze oscurantiste”. Per cui si va: dietro lo striscione ‘Nostra la storia, nostre le lotte’, slogan dell’edizione, sfilano i carri del Muccassassina e del Mario Mieli con i loro scatenati animatori, ma anche tante coppie, giovani e giovanissime, non solo omosessuali, i carri delle aziende e dell’ambasciata britannica – è recentissima l’aggressione a Londra di una coppia lesbo – i disabili e gli sportivi. C’è la politica: Monica Cirinna e Massimiliano Smeriglio del Pd, i radicali Magi e Capriccioli. La Regione Lazio manda l’assessora Lorenza Bonaccorsi, per Roma Capitale c’è il vicesindaco Luca Bergamo. Contestazioni invece per la sindaca di Roma Virginia Raggi, assente. “L’avevamo invitata ma c’è stato detto che era all’estero, ma per estero intendevano il Vaticano. Era alla messa del Papa invece di essere qui con noi”, ha detto da un camion utilizzato come palco uno degli organizzatori. E dalla piazza si sono levati fischi e “buu”.

L’avversario principale del corteo però sembra essere il leader della Lega Matteo Salvini: eccolo truccatissimo nel fotomontaggio di un cartellone, eccolo addirittura schiacciato sotto il piede della Vergine, come l’iconografico demonio, ma anche Simone Pillon riceve la sua dose di attacchi. E non sembra un caso che il coro di ‘Bella Ciao’ s’alzi proprio a Santa Maria Maggiore, dove stamattina era apparso uno striscione di Militia Christi contro la manifestazione. Ma si procede, e i canti partigiani – c’è anche l’Anpi – sfumano nel repertorio più classico del pantheon musicale lgbt, da Raffaella Carra a Madonna e Lady Gaga. Intanto è onda arcobaleno anche a Trieste, dove spiccano i ‘Cristiani Lgbt’, Amnesty, la Cgil e dove a Piazza Unità s’è ricordato il discorso in cui Mussolini annuncio le leggi razziali. ‘Pride’ anche ad Ancona, dove la Regione Marche preme per una legge contro i reati di omofobia; e poi la Sicilia e la Lombardia, dove a Pavia hanno sfilato in cinquemila.

“Siamo tantissimi, siate tutti fieri di essere ciò che siete” il messaggio al termine del Roma Pride. Messaggio di unità per militanti, ma gridato forte, per raggiungere i vicini palazzi della politica.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.