Zaia: ”In Italia siamo indietro, servirebbero i test fai da te al supermercato come in Germania” VIDEO

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 9 Marzo 2021 15:13 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2021 15:39
Zaia test fai da te supermercato

Zaia: “In Italia siamo indietro, servirebbero i test fai da te al supermercato come in Germania” VIDEO (foto ANSA)

“In Germania i cittadini si comprano il ‘test fai da te’ per il Covid al supermercato con 5 euro, purtroppo qui in Italia ancora non è possibile comprarli. Siamo ancora indietro”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa nella sede della Protezione civile di Marghera.

Zaia: “Per ora escluse nuove restrizioni in Veneto”

Zaia ha poi escluso ulteriori misure restrittive in Veneto, sul tipo delle micro-zone rosse, rispetto a quelle della zona arancione. “Ad oggi no, la prevenzione non ci ha fatto segnalazioni” ha risposto ai cronisti.

Quanto alle chiusure selettive delle scuole, già adottate ieri per 4 distretti sanitari dove l’incidenza è salita sopra i 250 casi per 100.000 abitanti, Zaia ha spiegato che oltre alla circolare specifica già firmata dalla direzione della prevenzione, verrà fatta una ordinanza quadro regionale, che inviterà i dipartimenti prevenzione a intervenire con le chiusure quando la soglia verrà superata. “E’ cosa semplice – ha detto -, si introduce un automatismo, ogni giorno vengono visti i dati dell’incidenza sul territorio, quando i dipartimenti vedono i 250 casi scatta il provvedimento.. Lo prevede il Dpcm nazionale”.

Zaia: “Non ci possiamo permettere di riempire gli ospedali”

Infine il governatore della Regione Veneto si è detto preoccupato “per l’incremento dei casi. Giustamente i cittadini si chiedono perché siamo preoccupati: semplicemente perché in prospettiva non ci possiamo permettere di riempire gli ospedali, non ce la faremmo a curare tutti”.

“Stiamo vedendo che l’incremento è più che proporzionale di giorno in giorno. Ci preoccupa, stiamo affrontando una nuova infezione partendo da una base di 1.456 pazienti in ospedale. All’inizio di ottobre eravamo a zero. Se dovessimo avere un’onda d’urto come quella di novembre e dicembre, vorrebbe dire che si va a 5.000 pazienti, sarebbe insostenibile”. (Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)